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Monte Cuccio luogo del cuore FAI? Un sogno che potrebbe diventare realtà

Per votare c'è tempo fino al 15 dicembre prossimo

Quest’oggi vi vogliamo parlare di un’iniziativa molto interessante che riguarda la città di Palermo e il fenomeno degli incendi boschivi.

Lorenzo Mercurio è il fondatore dell’iniziativa “Monte Cuccio – il Monte di Palermo”, e ci parlerà di un fatto di attualità molto importante che purtroppo,  spesso dimenticato. L’iniziativa scovata in rete qualche giorno fa su Facebook vuol far diventare la montagna più alta della città come luogo del cuore FAI (il Fondo Ambiente Italiano che tutela i beni ambientali e turistici della penisola).

Il tutto potrebbe far diventare questo spettacolare luogo non soltanto una riserva naturale, ma anche come luogo turistico: “Prima di tutto bisogna mettere in sicurezza il monte – dichiara Lorenzo Mercurio – affinché gli incendi si fermino tempestivamente, grazie alla cura del territorio, alla creazione o rinnovo di aree “taglia-fuoco” (una di esse, sebbene non più manutenuta da anni, ha fermato l’ultimo incendio, che stava dirigendosi ancor più verso San Martino delle Scale: se ve ne fossero state altre, gli incendi avrebbero fatto molti meno danni). Poi, un importante rimboschimento, non solo con pini, cipressi o eucalipti ma con altre specie autoctone siciliane, capaci di vivere ad altezze sostenute ma anche soggette a consistenti brezze marine”.

Il Monte Cuccio è la montagna che si trova ad Ovest della città di Palermo ed è alta 1050m, in poche parole un chilometro, ed è quella che ha un tasso elevato di rischio incendi. Pensate che assieme alle colline vicine come Poggio Ridente, Bellolampo, Monte Grifone e quelle che si trovano alla sinistra dell’Autostrada A-29 che va verso Trapani, è la più bersagliata da chi intenzionalmente appicca il fuoco in aree isolate. L’ultimo incendio si è verificato un mese fa. Partito da valle, a causa dello Scirocco, ha circoscritto l’intera montagna arrivando persino a San Martino delle Scale.

Il danno è inquantificabile ma suppergiù quanta macchia mediterranea è andata distrutta?

“Il danno, incendio dopo incendio, diventa sempre più grave – dichiara sempre Mercurio -. La pineta di Falconarossa, nel territorio di Baida, solo fino a circa trent’anni fa, era un vero e proprio boschetto. Adesso gli alberi, tra cui anche gli eucalipti, compongono un’area boschiva molto più rarefatta. Questo è solo un indice. Gli ampelodesmi, grazie a queste ultime piogge, stanno già rigermogliando, e probabilmente già l’anno prossimo ripopoleranno tutta l’area danneggiata da quest’ultimo incendio.

A questo si aggiunge anche Il problema della fauna: “Che qui vede barbagianni, volpi, istrici, cinghiali, ricci, lepri, poiane, falchi pellegrini, gazze, corvi, picchi, serpi, vipere… ed è più difficile vederli riapparire dopo gli incendi”.

Subito dopo il problema della distruzione della flora e della fauna che vive sul Monte, viene anche quello vissuto dai residenti della zona che ogni anno subiscono seri danni alle proprie abitazioni e alle proprie auto. La gente ha paura e spesso è costretta a fuggire verso la città per evitare il peggio.

Negli ultimi anni infatti, gli incendi come quello di Monte Caputo, che si trova sopra Monreale, ha causato parecchi danni non solo alle abitazioni, ma anche alle auto che stavano percorrendo i tornanti. Subito dopo quel giorno furono immediatamente ricercati i responsabili e in quell’occasione si stabilì che la causa fu dolosa.

Ma come Monte Caputo, anche il Monte Petroso che si trova alle spalle di San Martino delle Scale è in serio pericolo. Decine di sughere pronte ad “esplodere”, si fa per dire, ma nella realtà la montagna potrebbe diventare una miccia gigante che distruggerà tutto. Noi qualche settimana fa ve ne parlammo. Ma subito dopo la notizia molte persone si sono recate sul posto per presidiare il bosco tenendo così lontani gli incendiari.

Ad oggi Monte Cuccio si presenta così… con alberi parzialmente bruciati e una parte di macchia mediterranea completamente andata in fumo. Se lo vogliamo fare rinascere insieme e far diventare un polo turistico, sicuramente sarà un dovere da parte di tutti votare la competizione, ma soprattutto non appiccare più i roghi ovunque, perché se si continua così si rischia una vera e propria catastrofe ambientale.

Per votare c’è tempo fino al 15 dicembre prossimo e basta andare sul sito del FAI, nella sezione Luoghi del Cuore; cercare “Monte Cuccio” e mettere il proprio voto con un click, una volta iscritti sul sito. “È importante comprendere che se non ci si iscrive non si può votare”- conclude Lorenzo Mercurio, fondatore dell’iniziativa.

Il servizio integrale:

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