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PD, è corsa a due per il circolo di Monreale, si candida anche Giuseppe Caruso: “Ritroviamo la nostra identità”

Caruso chiede un percorso distante dalla destra e un partito capace di ragionare con la sua testa, senza il placet di Palazzo D’Orleans

MONREALE – Arriva in zona Cesarini una seconda candidatura al vertice del Partito Democratico monrealese. Se fino a ieri l’esito del congresso del circolo del PD monrealese, previsto per questo pomeriggio, era scontato, perché vedeva Silvio Russo unico candidato alla segretaria del partito, in queste ore è stato ufficializzato un altro nome che correrà per la stessa poltrona. È quello di Giuseppe Caruso.

38 anni, di origine palermitana, Caruso da 3 anni vive a Monreale.

“Abbiamo il dovere morale di avviare quel ricambio generazionale e di genere che è la grande scommessa del PD palermitano”, dichiara il neo candidato, riprendendo le parole del segretario provinciale Rosario Filoramo.

La sua è una candidatura per diversi aspetti in antitesi con quella di Silvio Russo, laddove dichiara di non potere condividere un percorso di governo con la destra né in ambito nazionale, né in quello regionale né tanto meno in quello comunale: “Io oggi chiedo agli iscritti del PD di Monreale di essere coerenti con la Storia del nostro partito, una storia in cui non può aver spazio nessun rigurgito di destra. Il PD è, per sua natura e per la sua storia, incompatibile con la destra”.

“Io chiedo coerenza – scrive Caruso ai 103 iscritti al PD monrealese – nell’essere alternativi ad una destra che per storia, per valori, per prospettive e per sensibilità è da sempre la nostra controparte e che, invece, ultimamente sembra quasi una quotidiana interlocutrice, abituale commensale e in tanti casi, pure, abile direttrice d’orchestra.

Dobbiamo ritrovare la nostra identità, il PD deve ritrovare la sua identità, il circolo di Monreale deve ritrovare la sua indipendenza ed essere guida di un rinnovamento e non semplice terreno di caccia dei deputati regionali e nazionali”.

Caruso entra anche in polemica con coloro che vedono il circolo un “luogo in cui vengono ratificati “i desiderata” di questo o di quel politico potente di turno”, e chiede invece che “torni ad essere un luogo di scambio di idee, di opinioni, di culture”.

Ancora, nella sua presentazione, il candidato chiede di tagliare il cordone ombelicale che tiene legato il PD monrealese, o almeno una sua costola importante, con i deputati regionali: “Abbiamo il dovere e il diritto di camminare sulle nostre gambe e di ragionare con la nostra testa senza la necessità di avere il placet di Palazzo D’Orleans”.

Infine, nel suo programma, Caruso si propone di lavorare affinché il partito possa avere un ruolo da protagonista nei rapporti con la Chiesa Monrealese, al fine di valorizzare il Duomo e farlo diventare una risorsa anche economica per la città.

“Penso di essere l’uomo giusto per dialogare con tutte le anime del partito senza pregiudiziali, senza scheletri negli armadi, senza strutture e sovrastrutture del passato. Io faccio parte di quella gente che Zingaretti auspica di voler riportare nel PD”.

Nello stesso tempo il candidato PD chiede di azzerare tutto, e di lasciare che il PD sia “rivissuto come casa comune di valori, di storia, di passione, di progetti e di innovazione da tutti coloro che si sono allontanati perché amareggiati dalle lotte interne che hanno afflitto negli ultimi anni il Circolo del PD”.

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