Monreale, ripartono hotel e b&b ma solo con turismo interno. Per gli ospiti internazionali si dovrà attendere ancora
Dopo la riapertura dei confini regionali, il comparto del turismo e in particolare quello di alberghi, b&b e strutture ricettive, ricominciano a lavorare anche se molto a rilento. Qualcuno ha deciso di rimandare l’apertura ad aprile 2021 quando, si spera, il turismo potrà ripartire davvero, almeno quello internazionale. Per il momento si punta tutto sugli ospiti interni, sui visitatori provenienti dalla stessa Sicilia o da turisti di altre regioni italiane.

“La nostra struttura è stata completamente vuota – ci racconta Daniele Sciortino, amministratore di Palazzo Ducale Suite e Presidente dell’Associazione “Monreale Turismo” che rappresenta una decina di strutture ricettive del territorio –, a inizio anno avevamo già i mesi di maggio e giugno prenotati ma poi purtroppo a maggio abbiamo ricevuto solo cancellazioni e non abbiamo incassato neanche un centesimo. Abbiamo dipendenti in cassa integrazione che aspettano di ripartire per tornare a lavorare e siamo stati costretti a ridurre al minimo le spese sospendendo tutto ciò che era possibile sospendere. Abbiamo chiesto ai fornitori allungamenti di pagamento e sospeso anche l’affitto per sopravvivere in attesa della ripartenza vera”.
Il comparto del turismo è certamente uno fra i più colpiti, si aspetta il mese di luglio e la ripartenza dei voli internazionali per avere un quadro più completo e qualche dato in più. Ma gli albergatori non mollano e sperano in un incremento per i mesi di agosto, settembre e ottobre.
“Con i giorni che passano la certezza di potersi muovere diventa sempre più concreta, la gente comincia ad essere più serena e ricomincia a pensare alle vacanze – continua Sciortino -. Certo, non ci aspettiamo grandi numeri ma speriamo di poter conquistare almeno il 30 – 40 % rispetto agli stessi mesi degli altri anni, percentuale che, visti i mesi passati, potremmo considerare un traguardo. In questi ultimi 10 giorni è cominciata ad arrivare qualche prenotazione e questo ci fa ben sperare.”
La speranza è che aumenti gradualmente la percezione di sicurezza da parte dei potenziali turisti e soprattutto che non ci sia una ricaduta durante il prossimo autunno, altrimenti, come ci svela lo stesso Daniele Sciortino, sarebbe davvero un disastro e si rischierebbe il collasso.
Ma si pensa anche a delle proposte per sensibilizzare l’opinione pubblica e comunicare il grado di sicurezza del nostro paese. “Mi piacerebbe che la tassa di soggiorno versata negli anni passati – conclude Sciortino – fosse utilizzata a livello di marketing territoriale: per esempio sarebbe opportuna una campagna di comunicazione che evidenziasse il grado di sicurezza del nostro paese. D’altronde, lo dicono anche i numeri ufficiali, la Sicilia è stata ed è una delle regioni meno colpite e noi comunque rispettiamo tutti i protocolli di sicurezza.”
Sono tre però i fattori che giocano “contro” nella decisione dei potenziali turisti di regalarsi una vacanza e intraprendere un viaggio: il fattore economico: tantissima gente ha sofferto dei gravi disagi finanziari e molti hanno perso il lavoro; il fattore ferie: tanti hanno dovuto spendere le proprie ferie durante il periodo del lock down rimanendo a casa. E ultimo, ma non in ordine di importanza, un certo timore verso questo virus prima sconosciuto che tanti danni ha causato.