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A 37 anni dall’eccidio del Capitano D’Aleo Monreale lo ricorda con una cerimonia

Si ê svolta stamane a Piazza Canale la cerimonia di commemorazione del capitano Mario D’Aleo e i Carabinieri Giuseppe Bommarito e Pietro Morici

 

MONREALE – Si ê svolta stamane a Piazza Canale la cerimonia di commemorazione del capitano Mario D’Aleo e i Carabinieri Giuseppe Bommarito e Pietro Morici. L’iniziativa è stata organizzata dall’Arma dei Carabinieri in forma interna e senza la consueta partecipazione delle Autorità, nel pieno rispetto delle esigenze di distanziamento sociale che l’attuale emergenza sanitaria impone.

“Una ferita che non si potrà mai sanare – ha dichiarato il sindaco
Alberto Arcidiacono – il capitano D’Aleo è stato un eroe e rimarrà sempre nel nostro ricordo. Monreale ha provato sempre a rialzarsi, l’unico modo che abbiano per ricordarlo ogni giorno é tenendo alti i valori della legalità e del rispetto per la comunità, con uno scatto di orgoglio mettendoci in piedi verso un nuovo orizzonte nutrito dal rispetto reciproco”.

Alla cerimonia vi hanno preso parte il comandante della legione carabinieri Sicilia generale di brigata, Giovanni Cataldo; il comandante provinciale dei carabinieri di Palermo, colonnello Arturo Guarino; il comandante del gruppo carabinieri di Monreale, tenente colonnello Luigi De Simone; il comandante della compagnia dei Carabinieri di Monreale, capitano Andrea Quattrocchi; il comandante della stazione carabinieri di Monreale, maresciallo Andrea La Rocca; il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono, insieme al presidente del consiglio comunale Marco Intravaia, agli assessori Luigi D’Eliseo, Ignazio Davì, Geppino Pupella e Nicolò Taibi. “In questo trentasettesimo anniversario dell’uccisione del capitano Mario D’Aleo per mano della mafia – ha dichiarato il presidente del Consiglio comunale Marco Intravaia – rimane indelebile il suo esempio di servitore dello Stato, morto compiendo il suo dovere e del tutto consapevole dei rischi che correva proseguendo con rigore nelle indagini per scardinare gli assetti e gli interessi mafiosi. Lo stesso spirito e la stessa testimonianza ci hanno lasciato gli altri due Carabinieri che morirono con lui, Giuseppe Bommarito e Pietro Morici”.

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