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Attività ludico-ricreative e centri estivi, Palermo apre la procedura. A Monreale nei prossimi giorni i gestori potranno inviare i progetti

Nel decreto favorite le attività all'aperto. Monreale pronta a concedere spazi pubblici a chi lo chiederà

L’emergenza sanitaria da Covid 19 ha reso necessari durante la fase 1, in parte anche nella fase 2, provvedimenti di protezione che hanno limitato a bambini e ragazzi la possibilità di movimento al di fuori del contesto familiare. In particolare, la sospensione di tutte le attività educative e scolastiche in presenza. Una limitazione con ripercussioni sulla salute generale dei più giovani e su diritti fondamentali come il diritto all’incontro sociale fra pari, o il diritto al gioco e all’educazione.

Nei prossimi giorni sul sito del comune di Monreale sarà pubblicato l’avviso per l’accredito delle strutture che vorranno avviare le attività estive. A Palermo già da domani tutti gli enti, le associazioni, le cooperative e i soggetti a qualsiasi titolo costituiti che intendono avviare attività in favore dei bambini e degli adolescenti potranno già farlo. Nel capoluogo siciliano, per esempio, è stata data la possibilità di svolgere le attività nei luoghi pubblici scegliendo uno spazio tra quelli messi a disposizione dal comune palermitano. Facoltà che sarà data anche ai gestori monrealesi. “Se ne faranno richiesta concederemo spazi all’aperto pubblici”, dichiara l’assessore Sandro Russo. 

“Chiedo di accelerare la procedura, diverse famiglie e gli enti gestori sono in grosse difficoltà”. L’invito arriva dal consigliere Mimmo Vittorino, Popolari per Monreale, che in questi giorni ha raccolto diverse lamentele.

L’iter, infatti, prevede che qualsiasi attività ha l’obbligo di comunicazione al Comune sia per le attività onerose, sia per quelle gratuite che si svolgeranno nel periodo che va dal 15 giugno a inizio anno scolastico 2020-2021, secondo le linee guida nazionali richiamate nell’Ordinanza del 22 maggio del presidente della Regione.

I servizi per l’infanzia e l’adolescenza rientrano tra le attività che possono ripartire nella fase 2, così come è stato stabilito nel decreto regionale del 2 giugno. Una boccata d’ossigeno per piccoli e soprattutto per quei genitori lavoratori. Nelle linee guide viene stabilito che gli enti dovranno autocertificare, in quanto organizzatori e gestori delle attività, il rispetto di tutte le norme igienico sanitarie previste, le prescrizioni e le indicazioni strutturali e organizzative. Verranno poi attivate, in collaborazione con i competenti uffici dell’ASP, apposite verifiche.

 

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