Assembramenti e distanza di sicurezza, arrivano gli assistenti civici

Il governo, attraverso il ministero degli Affari Regionali e delle Autonomie, ha pensato di ricorrere al volontariato per segnalare situazioni di pericolo

In settimana sarà lanciato il bando rivolto “a inoccupati”

La fine del lockdown ha portato le persone a tornare in strada, non solo per andare al lavoro, ma anche per passare del tempo con gli amici. Il governo, attraverso il ministero degli Affari Regionali e delle Autonomie, ha pensato di ricorrere al volontariato per segnalare situazioni di pericolo.

Nel frattempo il Viminale fa sapere di non essere stato informato: “Le decisioni assunte, senza preventiva consultazione del ministero dell’Interno, per l’istituzione della figura degli ‘assistenti civici’ in relazione alle misure di contrasto e di contenimento della pandemia Covid-19, non dovranno comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia già quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio”, si apprende da una nota del dicastero guidato da Luciana Lamorgese.

Il progetto degli “assistenti civici” è stato annunciato domenica con una nota dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia e dal sindaco di Bari e presidente dell’ANCI Antonio Decaro. In settimana sarà lanciato il bando rivolto “a inoccupati, a chi non ha vincoli lavorativi, anche percettori di reddito di cittadinanza o chi usufruisce di ammortizzatori sociali”. Gli assistenti saranno “individuati su base volontaria”, si legge nella nota.

Gli “assistenti civici” verranno impiegati in strade, piazze e parchi per ricordare alle persone l’uso delle mascherine, il mantenimento delle distanze di sicurezza e il divieto di assembramenti. Potranno inoltre essere impiegati per altre attività di aiuto alle fasce più deboli della popolazione: non è chiaro di preciso di cosa si tratti ma potrebbero essere attività come la distribuzione di pacchi spesa a domicilio. I volontari – stando alle prime informazioni che circolano – non riceveranno quindi nessun compenso per il lavoro che faranno. Potranno mettere a disposizione dei loro comuni fino a 16 ore alla settimana, distribuite in tre giorni, e riceveranno un’assicurazione per infortuni o incidenti che potranno accadere durante le ore di servizio. Saranno in servizio fino al 31 luglio, quando scadrà lo stato di emergenza dichiarato dal governo il 31 gennaio.

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