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Un branco di cani si aggira in via Umberto I, preoccupazione tra i residenti

Randagi si continuano a moltiplicare, senza la sterilizzazione è un problema senza fine

MONREALE – Torna purtroppo di attualità il problema dei randagi, da sempre irrisolto. Un branco di cani da giorni si aggira in via Umberto I destando qualche preoccupazione tra i residenti. “Saranno circa otto – racconta una residente – l’altro giorno aprendo la porta di casa me li sono ritrovata davanti. Alcuni di questi fa paura perché di grossa taglia ma in realtà sono buoni non hanno aggredito nessuno, però trovarseli davanti tutti assieme fa paura”.

Temono per la incolumità propria e per quella dei bambini i residenti del quartiere nel centro storico di Monreale, se mai uno degli animali dovesse morderli. Ma non sono i soli, diverse le segnalazioni di podisti e motociclisti che hanno dovuto fare i conti con la presenza di randagi in via strada Ferrata, una strada utilizzata per praticare attività sportiva.

Il fenomeno di prevenzione e contrasto al randagismo è un problema che non ha mai avuto risvolti. Solo tante belle idee, proclami e avvisi. Negli anni diverse sono state le volte che le amministrazioni sembravano aver trovato la soluzione ma poi come uno spot pubblicitario svaniva nel tempo. A Monreale non esiste né un rifugio, né un canile ma nemmeno un ambulatorio. Tutto è nelle mani dei volontari che di volta in volta si sobbarcano dei casi che si presentano, non ultimo il compito di sfamare gli animali vaganti per strada.

A dicembre scorso una somma di 25 mila euro (individuata dalla Commissione bilancio) doveva essere impegnata per i randagi di Monreale. Il fenomeno del randagismo era stato denunciato dal consigliere comunale Fabio Costantini che aveva detto che si sarebbe occupato di “mettere in moto un protocollo d’intervento che consentirà di superare l’attuale fase di stallo che si verifica ogni qualvolta giunga una segnalazione alla Polizia Municipale. Non mi accontento dell’approvazione dell’atto d’indirizzo – aveva aggiunto il grillino – sto tentando diverse strade, al momento, l’adeguamento di una struttura appare la più accreditata e quella più percorribile”.

Della cifra 12 mila euro sono stati investiti per l’acquisto di materiale utile alla costruzione di box, anche se non c’è un luogo dove realizzarli. Poi sono stati acquistati anche dispositivi di sicurezza utili alla Polizia municipale anche se molti non hanno la formazione per farlo. Sempre a fine dell’anno scorso il comune aveva individuato un bene confiscato alla mafia da destinare alla realizzazione dell’ambulatorio. Ma pare che il sito adesso individuato sia un altro, si tratterebbe di un bene di proprietà comunale distante dal centro urbano. Ad anticiparlo è Roberto Gambino, portavoce del movimento Il Mosaico, durante un’intervista live Facebook di Filodiretto. Si tratterebbe di un’iniziativa in sinergia con l’Asp di Palermo per far nascere un luogo di cura per gli animali ma ad oggi il progetto è nelle fase embrionale.

La matassa appare sempre la stessa, si portano in campo progetti si individuano strutture ma poi mancano i soldi che permettono il funzionamento della macchina. Nei tentativi precedenti di lotta al randagismo si era cercato di far affidamento sulle associazioni di volontariato ma qualcosa poi non ha funzionato.

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