Attività ludiche, da domani i bambini potranno giocare all’aperto

Poi da giugno apriranno i centri estivi e le ludoteche

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Attività all’aperto in parchi e giardini per i più piccoli e adolescenti da domani si può. Dal 18 maggio con la presenza di operatori i bambini potranno tornare a giocare insieme. A stabilirlo le Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza Covid-19.

Poi da giugno e per tutto il periodo estivo apriranno anche i centri estivi e le ludoteche. “Dal 15 giugno sarà a disposizione dei bambini un ventaglio di offerte varie a carattere ludico-ricreativo”, ha detto il presidente del Consiglio nella conferenza stampa di sabato sera. Il Governo ha dettato nuove regole e definito i protocolli di sicurezza da rispettare per scongiurare contagi.

Ecco in sintesi le regole per le tre tipologie previste, in base ai luoghi in cui si svolgeranno.

Riapertura di parchi o giardini pubblici. Essenzialmente si prevede che tutti indossino mascherine, sopra i 3 anni di età e che non ci sia un numero di persone tale da pregiudicare il rispetto del distanziamento fisico (almeno 1 m fra le persone presenti nell’area). C’è obbligo di accompagnamento da parte di un genitore o di un altro adulto familiare, anche non parente, in caso di bambini al di sotto dei 14 anni. Ci sarà una pulizia periodica degli arredi e una pulizia approfondita e frequente delle superfici più toccate, almeno giornaliera, con detergente neutro.

Attività organizzate per i bambini di età superiore ai 3 anni e gli adolescenti, con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione, nel contesto di parchi e giardini o luoghi similari (fattorie didattiche, ecc.). Previsto il coinvolgimento degli enti di Terzo settore. L’accesso alle attività sarà per piccoli gruppi di età omogenea, con un rapporto numerico minimo fra operatori, bambini ed adolescenti diverso in relazione all’età dei ragazzi: per i bambini in età di scuola dell’infanzia è consigliato un rapporto di un adulto ogni 5 bambini; per i bambini in età di scuola primaria un rapporto di un adulto ogni 7 bambini; per gli adolescenti in età di scuola secondaria, un rapporto di un adulto ogni 10 adolescenti. Sarà necessario prevedere un certo numero di operatori “supplenti” ed è visto positivamente il coinvolgimento di operatori volontari, opportunamente formati. I gruppi restano stabili nel tempo (i bambini restano sempre gli stessi), con gli stessi operatori Il piccolo gruppo e la stabilità nel tempo «proteggono dalla possibilità di diffusione allargata del contagio, nel caso tale evenienza si venga a determinare, garantendo altresì la possibilità di puntuale tracciamento del medesimo». Obbligo di lavaggio mani in entrata, ad ogni cambio di attività, dopo l’uso dei bagni e prima del pasto e in uscita. Ingressi scaglionati nel tempo (5-10 minuti), separati dall’uscita, misurazione della temperatura ogni giorno per bambini e operatori. Eventuali dichiarazioni o certificazioni sulle condizioni di salute dei bambini sono da valutare in accordo con le autorità sanitarie locali. Il gruppo in cui sia inserito un bambino o un adolescente con disabilità avrà più operatori, anche favorendo il rapporto 1 a 1. Particolare attenzione deve essere rivolta all’utilizzo corretto delle mascherine.

Attività ludico-ricreative – centri estivi – per i bambini d’età superiore ai 3 anni e gli adolescenti con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione utilizzando le potenzialità di accoglienza di spazi per l’infanzia e delle scuole o altri ambienti similari (ludoteche, centri per famiglie, oratori, ecc.). Praticamente tutto uguale al punto due. Formazione dei gruppi e regole sono identici, c’è solo qualche annotazione in più sugli spazi chiusi. È opportuno privilegiare il più possibile le attività in spazi aperti all’esterno, anche se non in via esclusiva e bisognerà individuare una pluralità di diversi spazi per lo svolgimento delle attività dei centri estivi nell’ambito del territorio di riferimento. Negli spazi chiusi, si terranno le finestre aperte per la maggior parte del tempo. Esattamente come per i servizi del punto 2, le pulizie devono essere giornaliere, con detergente neutro, e i bagni andranno puliti dopo ogni utilizzo, con una disinfezione almeno giornaliera con soluzioni a base di ipoclorito di sodio allo 0,1% di cloro attivo o altri virucidi autorizzati. Andranno evitati assembramenti per l’ingresso e l’uscita, scaglionandole su un tempo congruo e organizzando l’accoglienza all’esterno, con appositi riferimenti sulle distanze da rispettare ed evitando che gli accompagnatori entrino nei luoghi dove si svolgeranno le attività. All’ingresso nell’area per ogni bambino ed adolescente va predisposto il lavaggio delle mani con acqua e sapone o con del gel igienizzanti. Andrà assicurata attenzione alla non condivisione dell’utilizzo di posate e bicchieri da parte di più bambini nel momento del consumo del pasto. Non saranno previste feste con le famiglie. Si parla qui esplicitamente di una priorità nell’accesso ai servizi per le famiglie con più difficoltà di conciliazione cura/lavoro, i nuclei monogenitoriali, le condizioni di fragilità.

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