Ristoranti, aboliti buffet e menu, distanza di 2 metri tra i tavoli, famiglie con autocertificazione più vicine ai tavoli

Niente plexiglas e mascherine ai tavoli, ma obbligatorie alla cassa e nei bagni, spazio di 4 mq per ciascun cliente

0

MONREALE – Se riapriranno non l’hanno ancora deciso. Domani ne parleranno con il sindaco Alberto Arcidiacono, al quale chiederanno di farsi promotore presso il governo regionale e presso quello nazionale di richieste ben precise.

Ma è probabile che sarà un’apertura a macchia di leopardo per i gestori della ristorazione, un settore così variegato al suo interno. I costi di avviamento di ogni attività variano sensibilmente in base alla sua tipologia. Pizzerie, ristoranti, agriturismi, sale ricevimenti, locali con ampi spazi all’aperto oppure solo al chiuso, cucine piccole oppure spaziose, impianti di condizionamento già rispettosi delle nuove norme o da sostituire di sana pianta. Peculiarità che mettono alcuni gestori nelle condizioni di aprire in tempi brevi, ma che potrebbero fare propendere altri a tenere serrate le saracinesche. Preferendo così, piuttosto che investe un capitale con dubbia ipotesi di rientro, di intascare un reddito di emergenza, un reddito di cittadinanza, o alle forme di sostegno economico specifiche per gli imprenditori. 

In ogni caso chiedono che lo Stato non bussi alla porta per tasse e tributi. Non chiedono una sospensione temporanea ma un annullamento definitivo per i mesi di chiusura. 

Chi è invece intenzionato ad aprire non accetta di avere un prestito da rifondere allo stato,  ma contributi a fondo perduto. Non ci sono nei prossimi mesi le condizioni per portare a regime le attività. Per i primi guadagni le previsioni parlano di fine anno, se non addirittura del 2021.

Intanto i tecnici dell’Inail assieme agli scienziati dell’Istituto Superiore di Sanità hanno stabilito che ogni bar e ristorante dovrà garantire uno spazio di circa 4 metri quadrati per ogni cliente. È uno dei punti delle linee guida per la riapertura dei pubblici esercizi. L’alternativa sono le barriere divisorie. Inoltre i tavoli devono stare distanti 2 metri tra loro.

Escluso l’uso delle mascherina ai tavoli per evitare l’eventuale contagio, ma diventa obbligatoria alla cassa, in fila, o negli spostamenti all’interno del locale, ad esempio per andare ai servizi igienici. Obbligatorio il ricambio di aria naturale e la ventilazione dei locali e dei bagni.

Si fa avanti inoltre l’ipotesi di una autocertificazione di appartenenza allo stesso nucleo familiare che consentirà ai gestori di allestire tavoli più piccoli, risparmiando spazio, e sollevandoli da qualsiasi responsabilità.

Abolito anche il buffet, solo servizi ai tavoli, no ai menu cartacei, sostituiti da lavagne e fogli monouso.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.