NAS a Monreale multano un bar, ma “Non c’era nessuna intenzione di violare la normativa”

“Eravamo certi che alcuni codici ATECO in nostro possesso rientravano tra quelli ammessi alla riapertura per il solo asporto”

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“Non c’era nessuna intenzione di violare la normativa”. È quanto trapela da parte dei gestori del rinomato bar della cittadina normanna che il 24 aprile è stato multato dai NAS sopraggiunti da Palermo.

Non erano stati gli unici ad aprire l’attività. Anche un secondo bar, nei pressi di via Aldo Moro, aveva cominciato a servire la clientela per la festa della Liberazione. Ma giunta la notizia del blitz dei carabinieri nel centro storico della cittadina, aveva fatto in tempo ad abbassare la saracinesca, sfuggendo così ai controlli.

“Eravamo certi che alcuni codici ATECO in nostro possesso rientravano tra quelli ammessi alla riapertura per il solo asporto” – spiega uno dei titolari dell’esercizio che preferisce mantenere l’anonimato. “Anche i consulenti ci avevano assicurato che avremmo potuto commercializzare alcuni tipi di prodotti sulla base del decreto presidenziale”. Decreto interpretato diversamente dai militari del Nucleo Antisofisticazione e Sanità dell’Arma dei Carabinieri di Palermo, che hanno applicato una contravvenzione alla ditta monrealese. 

Per loro si tratta comunque di una questione già chiusa, un episodio già dimenticato, anche perché la preoccupazione maggiore riguarda il futuro, e risiede nelle nuove modalità di apertura, nel rispetto delle precauzioni previste dal DPCM. 

Il serio rischio per i bar è che il contingentamento della clientela comporti la necessità di una sola persona al banco, anche per quegli esercizi che, per gestire un elevato flusso di clienti, impiegavano 4/5 impiegati contemporaneamente. Per loro si apre un futuro molto incerto, mentre ancora a riposo, a casa, attendono da giorni una cassa integrazione che tarda ad arrivare.

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