Monreale, lancia sassi contro la finestra dell’ex compagna, condannato ad 8 mesi

La coppia, separata, continuava a vivere a volte sotto lo stesso tetto

0

MONREALE – Aveva lanciato delle pietre contro la finestra dell’ex compagna, mandandola in frantumi. 

L’arresto di Eliseo Pitti, 38 anni, era avvenuto la vigilia di Pasqua, per opera dei Carabinieri di Monreale chiamati dalla donna, terrorizzata. Pitti quell’11 aprile si era recato sotto casa della ballerina, una giovane brasiliana, pretendendo di entrare in casa. Non ricevendo alcuna risposta, e probabilmente pensando che la donna fosse dentro ma che non avesse alcuna intenzione di farlo entrare, aveva lanciato le pietre in direzione di quella che lui riteneva essere ancora la sua abitazione.

Il rapporto era finito da tempo. La coppia, conosciutasi circa un anno prima, aveva prima abitato a casa dei genitori dell’uomo, per poi prendere in affitto quell’abitazione nel quartiere monrealese della Bavera, nella zona alta di Monreale.

Nonostante da tempo il rapporto tra i due si fosse interrotto, Pitti, un cameriere rimasto senza lavoro a causa del lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus, continuava a soggiornare episodicamente nella stessa abitazione della donna. Altre volte si recava presso la casa dei genitori.

Ed è stato questo l’elemento che non ha fatto scattare il reato di tentata violazione di domicilio aggravata dalla violenza sulla persona, per il quale è prevista una pena che va da 2 a 6 anni.

Il giudice monocratico della quinta sezione del Tribunale, Nicola Aiello, ha accolto la tesi difensiva all’avvocato Piero Capizzi, che ha dimostrato come non si potesse configurare l’accusa di maltrattamento in famiglia.

La stessa donna ha dichiarato che non era sua intenzione denunciare il suo ex, ma, inseguito all’intervento dei Carabinieri, era stata la stessa Procura a procedere d’ufficio.

Il giudice ha riconosciuto che l’azione violenta fosse riconducibile ad un fatto episodico, non si è trattato quindi di stalking né di maltrattamento in famiglia, non vi erano stati comportamenti pregressi che facevano pensare ad una aggressività tale da fare scattare il codice rosso.

Eliso ha ricevuto comunque un ammonimento da parte del giudice, che ha chiarito come, nel caso in cui il comportamento si fosse ripetuto, si sarebbe parlato di condotta vessatoria e persecutoria.

Eliseo è stato condannato a 8 mesi, in seguito alla richiesta di rito abbreviato. La pena è stata sospesa. Da Pasqua aveva trascorso queste due settimane agli arresti domiciliari. Adesso è tornato libero.

Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Piero Capizzi, che ha comunque annunciato che il suo cliente presenterà appello: “È certamente un ottimo risultato. Il mio cliente è stato scarcerato all’istante. Ritengo però che non si configuri neanche questo tipo di reato. L’uomo aveva cercato solamente di esercitare il suo diritto di accedere ad un’abitazione che ritiene essere ancora la sua”.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.