Monreale, Irene in quarantena da 38 giorni e nessuno la chiama per il tampone

"Da giorni chiamo l'Asp per sapere informazioni ma nessuno sa dirmi nulla"

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MONREALE – “Il 4 aprile sono terminati i 14 giorni dell’isolamento volontario ma nessuno sa darmi informazioni su dove andare per fare il tampone”. Inizia così il racconto a Filodiretto di Irene Indovina, giovane monrealese in quarantena da quando il 21 marzo è rientrata dagli Stati Uniti.

La venticinquenne, studentessa laureata in biologia, si era recata all’estero per svolgere un training per il tirocinio della laurea magistrale. Tornata a Monreale nel pieno della pandemia ha provveduto ad autodenunciarsi registrandosi all’interno del sito “Sicilia si cura” e a mettersi in auto isolamento nella propria abitazione ma da lì è iniziata una quarantena senza fine.

Al termine dei quattordici giorni il tampone rinofaringeo è obbligatorio ed è quanto prevede l’ordinanza della regione siciliana. Una misura di contenimento del Covid-19 adottata per tutti quelli rientrati nell’Isola. “Ho chiamato innumerevoli volte tutti i numeri dell’Asp, ho scritto anche diverse email ma l’unica cosa che mi viene detta è che non è di loro competenza”. Ogni giorno la ragazza prova a chiamare tutti i numeri a disposizione ma è un continuo ping pong, rimbalzata sempre ad altri numeri ma nessuno le dà una risposta. Ha contattato anche la Protezione Civile che le ha detto di chiamare l’Asp. Insomma una storia senza fine.

Sono passati 38 giorni dal rientro in Sicilia, ma del tampone neanche l’ombra. Per Irene quindi continua l’isolamento obbligato, eppure sempre nel decreto si legge che l’Asp “darà comunicazione dei luoghi nei quali i soggetti debitamente informati potranno recarsi con la propria vettura”.

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