Covid19, fine del lockdown dal 4 maggio, ma per Bar e ristoranti solo consegna a domicilio e servizio di asporto

Un metro di distanza tra i tavoli, mascherine, sanificazioni dei locali. Ma i dipendenti dovranno avere mascherine, guanti, camici monouso e copri scarpe

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“Bar e ristoranti non riapriranno il 4 maggio”. A sgombrare ogni dubbio su quali attività ricominceranno a lavorare, all’inizio della Fase 2, è il numero 1 del governo. Per il premier Giuseppe Conte per bar e ristoranti è ancora presto, ma l’intenzione è di consentirgli non solo di effettuare la consegna a domicilio, ma anche il servizio di asporto. La Federazione italiana dei pubblici esercizi ha ipotizzato un protocollo da rispettare: un metro di distanza tra i tavoli, mascherine, sanificazioni dei locali. Ma queste misure con molta probabilità dovranno aggiungersene altre. I dipendenti dovranno avere mascherine, guanti, camici monouso e copri scarpe. E nel caso di consegna a domicilio il fattorino dovrà indossare mascherine e guanti.

Obiettivo del governo è quello di presentare al settore produttivo una scaletta sulle riaperture chiara, già dalla prossima settimana, in modo da offrire un orizzonte temporale ben preciso per tuti gli imprenditori che, nei vari settori, sono rimasti chiusi. Ma soprattutto permettere loro di potersi organizzare con congruo anticipo, rispettando le nuove norme di sicurezza che il governo imporrà.

Tra abolizione degli impianti di aria condizionata da sostituire con quelli di ricircolo, santificazione regolare dei locali, distanziamento in negozi (un cliente ogni 10 mq è l’ipotesi allo studio), bar e ristoranti, per moti imprenditori la riapertura, tanto agognata, potrebbe non essere così semplice.

Conte spiega che tra i settori che piangeranno maggiormente la crisi c’è quello del turismo, che non potrà riprendersi dalle perdite subite. In studio le proposte per sostenere questa industria, vitale per l’economia italiana.

La fine del lockdown integrale dell’Italia a partire dal 4 maggio non significa quindi un liberi tutti. Allo studio le condizioni per garantire ai cittadini una maggiore libertà di movimento, nel rispetto delle condizioni necessarie per evitare il ritorno del contagio da Covid19. Ma per il premier Conte è necessario non andare oltre. Il tessuto economico sociale italiano è stato già troppo compromesso dal lockdown imposto dalla pandemia da coronavirus. 

Prevista la riapertura già tra 8 giorni di buona parte delle imprese, dalla manifatturiera a quella delle costruzioni. Se per manifattura e cantieri privati l’avvio è previsto per il 4 maggio, per alcune attività imprenditoriali strategiche, quali quelle legate all’export, l’edilizia carceraria, scolastica e quella necessaria per contrastare il dissesto idrogeologico, il via potrebbe arrivare addirittura prima, già dalla prossima settimana. Ma in questo caso le aziende dovranno ottenere l’autorizzazione preventiva delle prefetture. Al ministero delle Infrastrutture è stato firmato un protocollo per i cantieri. Prevista la misurazione della temperatura quotidiana, l’accesso contingentato agli spazi comuni, la distanza di un metro tra le persone.

Conte è stato chiaro anche su punto. Nel paese le regioni non dovranno procedere a macchia di leopardo. Il piano nazionale consentirà una ripresa oculata in tutto lo stivale, ma dovrà essere adottato da tutte le regioni. Solo così si potrà prevenire quello che più si teme, una seconda ondata di diffusione del coronavirus.

1 Commento
  1. giuseppe scrive

    i panifici i salumieri che gia vendono dolciumi tipo cassate sfinge con ricotta cannoli .questi non hanno rispettato nessuna norma anti covid e posono venderla senza sapere provenienza senza bancone di refrigerio questi possono pizze pizzette e di tutto nei panifici possono con un laboratorio dove impastano pane. pasta .rosticceria .cassate ,fanno cannoli ricotta ecc ecc sono a norma e una vergogna

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