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Mafia, scarcerato il monrealese Santo Porpora, “graziato” dalle condizioni delle carceri

Il tribunale della sorveglianza di Caltanissetta ha disposto la misura dei domiciliari

Il tribunale di sorveglianza di Caltanissetta ha disposto la scarcerazione di Santo Porpora, 62 anni, condannato per associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione antimafia Nuovo Mandamento e condannato a 10 anni e 8 mesi per la sommatoria con un’altra sentenza. La Paesan Blues in cui ebbe 2 anni e 8 mesi per droga.

Il mafioso monrealese non è stato scarcerato per il rischio contagio da Coronavirus ma per la condizione in cui avrebbe trascorso la detenzione.

Oltre alla buona condotta in carcere avrebbe pesato sulla decisione del collegio, che ha optato per la scarcerazione e i domiciliari, la condizione degradante a cui è stato soggetto il condannato.

Per Santo Porpora, come riporta il Giornale di Sicilia, si sono dunque aperte le porte del carcere e sconterà la rimanente condanna seduto sul suo divano di casa, avendo accumulato ben quattro anni e mezzo di sconti di pena.

I giudici del tribunale di sorveglianza di Caltanissetta hanno escluso per il monrealese la concessione della semilibertà o l’affidamento ai servizi sociali per la sua personalità incompatibile con queste pene alternative.

Porpora avrebbe vissuto in spazi insufficienti. Quattro anni in meno di tre metri quadrati. Per questo il suo fine pena è stato anticipato al 28 febbraio prossimo. Grazie ad una sentenza della Corte Europa, il fine pena è stato spostato dal 2024 al 2020.

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