La Sicilia sta vivendo una grave crisi economica e sociale causata dalla sospensione della maggior parte delle attività, che hanno radici in un tessuto economico già provato e debole. Il futuro che i sindaci intravedono non è affatto roseo, anzi, per loro si prospetta, cessata l’epidemia, l’emergenza del post-coronavirus.
Al momento i primi cittadini stanno cercando di fronteggiare l’emergenza ad armi spuntate. Gli aiuti che giungono dalla Regione e dallo Stato sembra non siano sufficienti a garantire il fabbisogno delle famiglie e si cercherà di fare il possibile dando la precedenza a chi al momento non ha nemmeno un tozzo di pana da mangiare. Poi via, via, gli aiuti, se ancora a disposizione, toccheranno anche agli altri casi meno gravi. Lo ha confermato ieri anche il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono.
Il sindaco in queste ora ha ricevuto anche un’altra proposta da parte del movimento politico “Il Mosaico” che sostiene la maggioranza. Il gruppo monrealese ha chiesto al sindaco di farsi promotore per l’istituzione di un “Fondo straordinario di solidarietà” utilizzando i fondi europei.
“La Regione Siciliana ha annunciato aiuti per i comuni per un totale di 100 milioni di euro (800.000 per Monreale), mentre lo #Stato ha ne aggiunti altri 400 milioni (365.000 per Monreale) – si legge in una nota de Il Mosaico -. Ma la situazione, giorno dopo giorno, per tantissimi cittadini diventa insostenibile e, semplicemente, immaginare l’immediato “dopo guerra” al virus diventa difficile e pieno di incognite. Da più parti si sente la domanda che si alza con forza “dove è l’Europa?” e, di fatto, assistiamo ad una mancanza di empatia e di solidarietà da parte di molti leader europei; ma noi siciliani un piccolo “tesoretto”, dato in dote dalla comunità europea, già lo possediamo”.
Al Presidente della Regione viene chiesto dunque di impiegare tutte le risorse disponibili connesse ai fondi europei SIE (FERS, FSE e altri fondi disponibili), per almeno 2 miliardi di euro per istituire il fondo di aiuti ai Comuni a sostegno delle famiglie e per consentire, una volta passata la fase dell’emergenza sanitaria, il rilancio delle attività a professionisti, esercenti e piccole e medie imprese.