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“Ciao Monreale ti abbraccio”, Mariliana Lo Verso ha deciso di non fuggire da Milano

“Ho paura ma non volto le spalle alla città che mi ha dato un lavoro e poi non porterei mai il virus ai miei genitori e nella mia terra"

In pochi attimi si sparge la notizia che la Lombardia è tutta zona rossa. “Scappa prima che sia tardi, prendi le tue cose e mettiti sul primo treno”. In un insolito sabato sera parte il tam-tam di telefonate tra amici e parenti.

La paura, il panico, l’incertezza su cosa fare si diffonde nelle case dei tanti siciliani al Nord. Cosa fare, fuggire o restare? È la domanda che si saranno fatti in tanti. Diversi hanno fatto la valigia e si sono messi in viaggio verso il Sud, altri come Mariliana Lo Verso, sono rimasti nella città dove vivono.

“La sera in cui preannunciavano la chiusura di tutto è stato sicuramente un pugno allo stomaco, così come lo è stato recepire che stava succedendo qualcosa di inaspettato per tutti”. Inizia con queste parole il racconto di Mariliana, monrealese di 39 anni, che vive a Milano da più di 5.

“Ho avuto e ho paura, ad ogni modo non ho pensato di salire su nessun treno, aereo o auto, per tante ragioni. Milano mi ha dato un lavoro, una nuova vita, ho imparato ad amarla, non le volterei le spalle perché oggi piegata dagli eventi. Inoltre, mi sembrava chiaro che questo virus era in piena diffusione, che potrei e potevo quel giorno lì esserne infetta, lo avrei portato dai miei genitori, nella mia terra. Avrei potuto creare un focolaio dove tutto sommato la situazione era sotto controllo, portando al collasso ospedali in una regione già in difficoltà dal punto di vista sanitario senza bisogno di questo, rischiando di togliere assistenza ospedaliera a persone che avrebbero potuto non farcela”.

“I miei genitori istintivamente mi hanno chiesto di tornare, lo fanno ancora, comprendo che è una richiesta dettata unicamente dalla paura, sono molto spaventati e preoccupati a sapermi qui da sola. Ci sono molte persone come loro completamente pietrificate dal terrore, che stanno male, indipendentemente dal virus, per tutto quello che ruota attorno, incertezza economica, restrizioni per uscire, Il contatto umano è diventato ‘perseguibile’. Siamo tutti impreparati, ognuno reagisce come può”.

“Sono preoccupata anch’io per la mia famiglia e per gli amici che ho lasciato in Sicilia. Mi auguro sia una situazione più contenuta della realtà in cui vivo io adesso. Restate a casa, pensate a tutelare la vostra salute, così facendo vi prendete cura anche degli altri. Se oggi sono qui a poter parlare con voi vuol dire che non siamo poi così lontani. Ciao Monreale, ti abbraccio per come si può”.

 

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