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Lunghe code nei supermercati, Caputo: “Incompatibili le ordinanze di Arcidiacono e Musumeci”

Arcidiacono: Non è il mutamento degli orari a creare degli assembramenti. Probabilmente è la chiusura domenicale a generare la corsa al recupero di qualche risorsa in più"

MONREALE – Lunghe code fuori dai supermercati. Questa mattina già alle prime ore del mattino la gente si è messa in fila con i carrelli per fare la spesa. Persone in fila a Monreale ed Aquino dove gli esercizi commerciali sono stati presi d’assalto. Molti sono rimasti in fila per ore prima di riuscire ad entrare all’interno del negozio. 

“Comprendo la difficoltà di chi amministra nell’adottare provvedimenti finalizzati a contenere la diffusione del coronavirus, ma è indubbio che se i provvedimenti non sono coordinati si ottiene l’effetto opposto e cioè quello di creare situazioni di assembramenti di centinaia di persone in spazi ristrettissimi davanti agli esercizi commerciali. Servono provvedimenti coordinati ed equilibrati”. A dichiararlo è il deputato regionale di Forza Italia Mario Caputo che su segnalazione dei cittadini si è recato presso alcuni punti vendita di alimentari.

“Ho notato file lunghissime – ha affermato Mario Caputo– in prossimità di esercizi commerciali con persone assembrate in spazi ridottissimi con presenze già dal mattino presto. Queste situazioni diffondono più che contenere il pericolo di contagio”.

A Monreale nei giorni scorsi il sindaco ha emesso un’ordinanza che obbliga gli esercizi commerciali, anche alimentari, ad aprire alle 8 e chiudere alle 16. Ieri il Presidente Musumeci ha disposto all’art. 3 dell’ordinanza la chiusura degli esercizi commerciali nella giornata di domenica. Prevedendo che i sindaci non possono limitare gli orari di chiusura degli esercizi commerciali alimentari autorizzati.

“È evidente pur apprezzandone lo spirito e le finalità – ha aggiunto Mario Caputo – che la coesistenza dei due provvedimenti sta creando gli effetti opposti. Chiederò al sindaco di Monreale di revocare la propria ordinanza e di applicare solo quella regionale”.

Mimmo Vittorino – Popolari per Monreale

A sollevare la stessa criticità è il consigliere comunale Mimmo Vittorino dei Popolari per Monreale. “L’ordinanza di Musumeci – commenta –  demanda ai sindaci di decidere la riduzioni degli orari quindi poteva evitare. Anche se le ore sono sempre le stesse ma organizzate in modo diverso non si fa altro che aumentare le code. Ecco perché – aggiunge – noi consiglieri chiediamo di essere tenuti in considerazione come forze di opposizione, perché i punti di vista differenti nell’affrontare le problematiche servono”.

Anche sulla chiusura dei due uffici postali nelle frazioni di Pioppo e San Martino, il consigliere dei Popolari per Monreale è in disaccordo. “Non vorrei essere preso per sciacallo ma è assurdo. Si crea più confusione e soprattutto agevoliamo gli spostamenti, perché dalle frazioni la gente scenderà a Monreale creando l’effetto contrario”.

Alberto Arcidiacono – sindaco di Monreale

“L’ordinanza del Presidente della Regione – risponde Alberto Arcidiacono – recita all’articolo 3 che i sindaci con propria ordinanza possono disporre riduzioni dell’orario di apertura al pubblico (…) ad eccezione di quelli autorizzati alla vendita di prodotti alimentari. In linea con quanto disposto al livello regionale – spiega il sindaco di Monreale – mi sono limitato a mutare, senza contrarre e diminuire gli orari. Gli alimentari resteranno aperti lo stesso numero di ore ma queste si concentreranno nella fascia di maggiore luce. Questa determinazione – sottolinea – nasce infatti dalla volontà di assicurare ai gestori delle attività commerciali in questione di operare in un clima di maggiore sicurezza e vigilanza. Una cautela dovuta a mio avviso tenuto conto che le altre attività sono chiuse e la mobilità è ridotta al minimo. È comunque mia opinione – aggiunge – che il mutamento degli orari non contribuisca in alcun modo al verificarsi di assembramenti poiché nelle altre città dove gli orari non hanno subito modifiche le code esistono comunque. Basti pensare all’articolo dedicato alla città di Palermo e pubblicato in data odierna dal vostro giornale. Ritengo invece – conclude il primo cittadino – probabile che vista la chiusura domenicale ognuno abbia tentato di recuperare qualche risorsa in più”.

 

 

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