L’Italia ha adottato il modello cinese, e riceve plausi dall’OMS che ha dichiarato la pandemia da Coronavirus. Con il nuovo decreto presidenziale, annunciato ieri sera dal Premier Giuseppe Conte, per 14 giorni l’Italia si chiude, a metà.
Lo scopo è ridurre la mobilità fino al 25 marzo, così da contenere la diffusione del Covid-19. Poi si tireranno le somme e si valuterà se il modello ha funzionato, se si potranno allentare le restrizioni o bisognerà intensificarle.
Ma sono tanti gli esercizi che rimangono aperti.
Oltre a negozi di generi alimentari, trasporti, benzinai, farmacie, il governo ha voluto l’apertura delle edicole, per garantire la circolazione delle informazioni, elemento alla base della democrazia anche in questo momento di crisi mondiale.
Saracinesche su anche per ferramente, negozi per l’igiene personale, ma anche lavanderie, pompe funebri.
Conte ha lascito anche operative le fabbriche, per garantire la produzione nazionale, ma le aziende devono riuscire a garantire le prescrizioni sull’igiene e innanzitutto sulla distanza tra i dipendenti.
“Ho fatto un patto con la mia coscienza, al primo posto la salute degli italiani”, questo il presupposto del discorso tenuto ieri da Conte e rivolto agli italiani, ai quali viene chiesto di ridurre al minimo gli spostamenti.
Da ieri in tutt’Italia le forze dell’ordine fanno i controlli per verificare i motivi degli spostamenti dei cittadini. Bisognerà anche giustificare anche quelli a piedi.