Nel cadavere di Migliore 11 colpi calibro 7,65, Belmonte Mezzagno piomba nella paura

Agostino Alessandro Migliore, la vittima, è fratello di Giovanni, ritenuto vicinissimo al pentito Filippo Bisconti

BELMONTE MEZZAGNO – Undici colpi di una calibro 7,65 hanno ucciso questa mattina Agostino Alessandro Migliore. Belmonte Mezzagno piomba di nuovo nella paura.

Alle prime luci dell’alba in via Palmiro Toglietti alcuni killer hanno atteso che l’uomo scendesse da casa per crivellarlo. Un omicidio plateale, in puro stile di cosa nostra, quella degli anni 90 che uccideva come se niente fosse. 

Il piccolo centro del Palermitano questa mattina si è svegliata con undici colpi sparati da chi probabilmente ha voluto mandare un segnale, l’ennesimo, a chi sta svelando i retroscena della mafia non solo del paese ma anche della provincia.

Agostino Alessandro Migliore, la vittima, è fratello di Giovanni, ritenuto vicinissimo al pentito Filippo Bisconti e arrestato nel blitz antimafia Cupola 2.0. L’operazione che tranciò il tentativo di ricostruzione della Commissione provinciale, la Cupola.

I colpi hanno svegliato tutti a Belmonte. Anche la moglie di Alessandro Migliore che è saltata dal letto assieme alle figlie ed è scesa in strada. Dentro l’Audi c’era il marito in un lago di sangue.  

Migliore stava andando al mercato ortofrutticolo per acquistare frutta e verdura da esporre nel supermercato che gestiva in paese. Era conosciuto da tutti. Ed era anche amico di Giuseppe Benigno, in passato autista di Filippo Bisconti, scampato alla morte nel corso di un altro agguato avvenuto in paese il 15 gennaio scorso. 

Per terra questa mattina gli investigatori hanno raccolto i bossoli degli undici colpi che hanno colpito Migliore nella pare superiore del corpo. Se c’è un collegamento tra tutti i fatti di sangue che hanno scosso la comunità di Belmonte lo diranno gli investigatori. 

In seguito all’agguato in paese “abbiamo bisogno di sentire la presenza delle istituzioni e dello Stato – ha detto il sindaco di Belmonte Salvatore Pizzo – , finora non l’abbiamo avvertita. Siamo preoccupati. Assolutamente. E spaventati”.  “Qui tutti hanno paura – ha ammesso Pizzo -. Tra i cittadini c’è un diffuso senso di insicurezza, il mio timore è che questo sentimento possa tramutarsi in impotenza, se non passività”.

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