MONREALE – “Il consigliere comunale Piero Capizzi, ex sindaco della città, ritiene una scelta scellerata quella di chiudere i due punti di raccolta che la sua amministrazione aveva aperto? In poche, sporadiche occasioni è accaduto che la si pensasse in modo concorde”.
A dichiararlo é il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono che risponde alle critiche mosse dal consigliere Capizzi che oggi, sulle colonne di Monreale News, dichiarava: “Ritengo sia una scelta scellerata, oltre che fortemente penalizzante per l’utenza quella di chiudere dall’oggi al domani due punti di raccolta che, pur con tutte le problematiche, la mia amministrazione aveva aperto, dando un notevole contributo all’innalzamento delle percentuali di raccolta differenziata”.
Parla di città sporca Capizzi, “nonostante il servizio venga effettuato con un numero assai superiore di addetti rispetto a prima”.
L’ex sindaco attacca l’amministrazione Arcidiacono, le cui risposte, dichiara “sono sotto gli occhi di tutti, col risultato che i cumuli di spazzatura sono un po’ dovunque e danno un’immagine deprimente della città. Se non si è in grado di risolvere il problema, credo che le conseguenze, anche dal punto di vista politico, siano facilmente immaginabili”.
“Oggi – ribatte Arcidiacono – , oltre alla mia persona, vedo contrapporsi alla opinione dell’ex sindaco Capizzi altri soggetti, certamente competenti in materia; mi riferisco all’ASP che ne ha disposto la chiusura e alla New System Service che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti, i quali ritengono che la chiusura di detti locali fosse dovuta e indispensabile”.
“I siti individuati dalla loro amministrazione (di Capizzi, ndr) sono oggi, come allora, privi di servizi igienici, spogliatoi per gli operatori e di punti luce, tanto che la ditta Mirto venne multata proprio perché operava in tali realtà”.
Il riferimento è alla multa di 6000 € inflitta dall’ASP alla società di San Cipirello nell’agosto 2019 per le inadempienze riscontrate relative ai requisiti di igiene e sicurezza previsti.
“La scelta scellerata c’è stata – rilancia il sindaco -, ma essa non è rappresentata dalla chiusura dei locali, ma dalla loro apertura”.
“Non è comprensibile – continua Arcidiacono – infatti come un avvocato, che con le norme e la legge ha sicuramente dimestichezza, possa avere autorizzato l’apertura di aree incapaci di soddisfare i requisiti minimi di sicurezza a garanzia di chi vi lavora e di chi ne deve usufruire”.
Il sindaco difende la validità della sua scelta: “Con responsabilità si è proceduto alla chiusura di dette aree, e con altrettanta diligenza si sta procedendo al loro adeguamento.
Sono consapevole che i cittadini incorreranno in una qualche difficoltà, ma sono certo che comprenderanno l’importanza di salvaguardare l’incolumità dei lavoratori”.