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Clima impazzito, gennaio il più secco degli ultimi 100 anni. L’intervista a Levita di Agrimeteo Corleone

Le stagioni non sono più quelle di una volta e i cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo sono una prova. Ricorderemo maggio dell’anno scorso, che è riuscito a farci indossare il cappotto più pesante che avevamo, e i nubifragi dell’agosto del 2018. Gennaio 2020, invece, sarà ricordato come il più secco degli ultimi 100 anni.

Le siccità del periodo autunnale e/o invernale sono più gravi di quelle estive perché sono periodi in cui terreni e falde acquifere dovrebbero essere riforniti per affrontare la stagione estiva. Cosa sta succedendo? Lo abbiamo chiesto al dottor Bernardo Levita, fondatore e previsore di Agrimeteo Corleone che studia Fisica dell’Atmosfera da oltre 10 anni.

D: Il mese invernale per eccellenza, gennaio, si sta rilevando come un mese secco e con temperature molto al disopra della media con gli alberi che accennano a fiorire molto prima. Come si spiega?

R: Questo mese sta stracciando ogni record negativo in fatto di cambiamenti climatici. Da quando abbiamo le rilevazioni storiche, e cioè dal 1916, il mese di gennaio del 2020 è risultato essere il più siccitoso di sempre. Le conseguenze dei cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti. In media il Pianeta sta galoppando verso il primo celsius di aumento termico medio. Sembra una inezia ma nella realtà basta poco per innescare una serie di scompensi a livello atmosferico per causare disastri. Il clima planetario è retto da leggi di equilibrio che sono tassative e se, per motivi sia endogeni che esogeni, questo equilibrio dovesse essere rotto allora il sistema cerca di “smaltire” l’eccesso di energia con fenomeni estremi. Ecco come nascono le alluvioni, le siccità e gli episodi di freddo eccessivo. Se ne è parlato tra l’altro in un convegno a Corleone con la presenza del Colonnello Mario Giuliacci il 26 ottobre scorso.

D: Ma come mai in questo mese praticamente non abbiamo visto episodi invernali? Ci può spiegare in termini semplici cosa sta avvenendo?

R: la risposta a questa domanda si può racchiudere in una unica risposta: il vortice polare troppo forte. Immagini una pallina che descrive un cerchio che è dotata di una forza bastevole per farla girare in una maniera costante. Se diminuisce la forza con cui essa gira allora la pallina non descriverà più un cerchio perfetto ma figure sempre meno regolari. Il vortice polare, che è un bacino di freddo posto sulla calotta polare, si comporta proprio come la pallina: gira su se stesso e fin quando la sua forza è considerevole non cede freddo alle latitudini inferiori (dove siamo noi). Allora i nostri territori diventano conquista per gli anticicloni che regalano tempo stabile ed asciutto.

D: Ma come può perdere forza il Vortice polare?

R: Qui la spiegazione si fa per forza di cose più complessa. Il vortice polare può essere indebolito da flussi di calore che “salgono” dai bassi strati verso l’alto, dall’aumento dell’irraggiamento solare polare, o dalla inversione di particolari venti ad oltre 15.000 metri di altezza (chiamati venti zonali) che girano normalmente da ovest verso est mentre nel casi di indebolimento del vortice polare iniziano a soffiare dalla parte opposta. In caso di indebolimento il vortice si spacca in più punti scendendo di latitudine.

D: Ci può dare un accenno sulla possibilità di sblocco di questa situazione anticiclonica?

R: Per il mese di febbraio, parte centrale, appare probabile un rallentamento della corsa del Vortice Polare che potrebbe innescare le tanto attese perturbazioni nel mediterraneo. Non è escluso che possano arrivare anche ondate di gelo artico foriere di nevicate. Ma questa tendenza è solo presumibile attraverso lo studio di particolari indici che ci permettono di capire cosa può succedere a lungo termine. Non è una previsione in quanto non suffragata da dati certi. C’è da dire che comunque oggi, rispetto ai tempi del Colonnello Bernacca, la meteorologia ha strumenti ben più raffinati anche se non bastevoli per andare molto in avanti nel tempo con le previsioni.

 

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