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Marcia della Pace”, Pennisi: “La legalità si oppone alla corruzione e alla mentalità mafiosa”

Si è svolta a Montelepre la Marcia della Pace e Festa dei Popoli 2020, organizzata dall’Arcidiocesi di Monreale in collaborazione con Le Parrocchie e il Comune di Montelepre, l’Ufficio per la pastorale Sociale e del lavoro, l’Associazione Libera, l’AC, le confraternite, i sindacati confederali CGIL, CISL , UIL. Alla manifestazione, nel piazzale Portella della Ginestra, hanno preso parte l’arcivescovo di Monreale Michele Pennisi e Don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione antimafia Libera. 

“Dovunque si lavora per il bene comune con onestà e impegno, dovunque ci si apre all’attenzione verso chi è nel bisogno, dovunque si ha il coraggio della verità e della giustizia, dovunque si vive in pace lì troviamo un segno di speranza”. Così si apre l’omelia dell’arcivescovo di Monreale. “Nel mistero del Natale – prosegue – riconosciamo  la nostra dignità di uomini  e di tutti gli autentici valori umani: la famiglia, il lavoro, la ricerca della libertà, della giustizia e della pace. Il Natale è il segno concreto dell’ amore di Dio per l’umanità e per ciascuno di noi,  che ci dà la certezza che il nostro desiderio di bellezza, di felicità, di bontà, di giustizia, di amore, di pace non è un’ illusione, ma una realtà già presente  nel bambino nato a Betlemme, che ci spinge a vivere una vita nuova , a  praticare la solidarietà e adempiere ai doveri di una cittadinanza attiva”.

“Gesù Cristo ci vuole rendere persone nuove capaci di costruire la civiltà dell’amore, dove il perdono vince la vendetta, la ragione prevale sulla forza, la solidarietà infrange la logica del tornaconto egoistico, la legalità si oppone ad ogni forma di corruzione e di mentalità mafiosa, la corrente della vita distrugge la cultura della morte. L’augurio che  rivolgo a tutti – conclude – è che il Dio della pace ci benedica e venga in nostro aiuto e che ognuno  di noi accolga con una grande fede Gesù Cristo Principe della pace nel suo cuore e lo riconosca presente soprattutto nei piccoli  nei poveri, nei rifugiati, negli immigrati  per essere costruttori di un mondo nuovo nel quale regni la pace, la  giustizia, la solidarietà e la fraternità”.

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