Disastro a Palermo, danni dopo il forte vento di Santa Lucia: più di 120 interventi dei vigili del fuoco (VIDEO)

Divelti gazebo e insegne, i vigili del fuoco la descrivono come una nottata d’inferno

Palermo, i danni dopo il maltempo di Santa Lucia

Palermo, i danni dopo il maltempo di Santa Lucia

Publiée par FiloDiretto Monreale sur Samedi 14 décembre 2019

PALERMO – I palermitani questa notte hanno dovuto fare i conti con un vero e proprio Fortunale, ovvero, quando i venti, secondo la scala Beaufort, raggiungono la velocità di 116 km/h creando molti disagi alla popolazione.

I danni sono ingenti nel capoluogo, se ne contano decine, centinaia tra alberi caduti, pannelli e gazebo divelti, insegne piegate e pali della luce pericolanti.

Le zone più colpite sono state quelle di Mondello, Via Lanza di Scalea, Zisa e il centro dove la forza del vento ha abbattuto due palme, in via Roma a Piazza due Palme. 

I ripetitori prima del forte vento di questa notte
I ripetitori dopo il forte vento di questa notte

 

 

 

 

 

 

 

A Monte Cuccio uno dei due ripetitori è saltato.

In un edificio un gazebo è stato completamente divelto abbattendosi sulla strada, stessa situazione per un gazebo appartenente ad un ristorante in centro. Alcuni calcinacci sono caduti da un edificio e un tetto di una copertura è stato anche scardinato e trascinato fino a terra danneggiando un’auto.

Ieri sera sull’autostrada Palermo-Mazara del Vallo all’altezza dello svincolo per Tommaso Natale è  stata segnalata al centro della carreggiata la presenza di Jersey (barriere in plastica).

I vigili del fuoco, che in queste ore stanno lavorando per mettere in sicurezza le zone colpite, la descrivono come una nottata di inferno. Più di 120 gli interventi di messa in sicurezza che per fortuna non hanno riscontrato feriti.

Intanto per domani è previsto un cambio di scenario perché un campo di alta pressione salirà verso l’Isola portando sole con il passaggio di qualche nube. Le temperature saranno in lieve rialzo con massime di 20 gradi e i venti saranno assenti. 

Immagine in copertina di “La Repubblica”

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