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Strage di Nassiriya, Monreale ricorda il Vice Brigadiere Domenico Intravaia

Era il 12 novembre 2003, l’esercito italiano era impegnato a Nassiriya nella missione di pace “Antica Babilonia”, quando un camion imbottito di esplosivo con un autista kamikaze si fece esplodere all’ingresso del campo militare italiano. Se fosse riuscito a entrare, le conseguenze sarebbero state ben più gravi. In quell’attentato perirono diciannove italiani, nove iracheni e cinquantotto feriti. Degli italiani dodici appartenevano all’Arma dei Carabinieri, cinque all’Arma dell’Esercito e due civili.

Oggi, in occasione della “11^ Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace” nel 16° Anniversario della strage di Nassiriya, in diverse parti della città sono stati commemorati i caduti militari e civili. A Monreale, stamattina alle ore 08,00, si è ripetuto il rito della celebrazione della ricorrenza dell’eccidio alla presenza dei familiari, delle autorità civili e militari, all’interno del cimitero di Monreale ove è sepolto Domenico Intravaia. È stata, dall’Arma dei carabinieri, ricordata la sua figura e officiata una preghiera recitata da padre Nicola Gaglio, parroco della cattedrale.

Presenti il Comandante della Stazione Carabinieri di Monreale Salvatore Biddeci e il comandante Andrea Quattrocchi, una rappresentanza dell’Associazione Carabinieri in Congedo e dell’Associazione Polizia di Stato, (entrambe sezioni di Monreale), il sindaco Alberto Arcidiacono, gli assessori Luigi D’Eliseo, Geppino Pupella e Nicola Taibi, il presidente del Consiglio comunale Marco Intravaia (figlio di Domenico) e i consiglieri Rosario Ferreri, Pippo Lo Coco, Favio Pellitteri e Santuina Alduina, il consulente del sindaco Salvo Giangreco. Presente altresì con una sua rappresentanza la Polizia Municipale guidata dal Comandante Luigi Marulli. Presente anche Biagio Cigno dell’Associazione Liberi di Lavorare. Le celebrazioni continueranno nella giornata di oggi e domani in vari siti istituzionali, regionali e nazionali.

A Palermo, alle ore 10:00, il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, onorevole Gianfranco Miccichè, ha deposto una corono d’alloro alla targa posta in memoria dei caduti siciliani nel vile attacco di Nassiriya, ubicata all’interno di palazzo dei normanni. Mentre, alle ore 10:30, presso la Caserma “Carlo Alberto dalla Chiesa”, sede del Comando Legione Carabinieri Sicilia, è stata deposta una corona d’alloro al Monumento ai Caduti. A seguire è stata celebrata la Santa Messa presso la Chiesa di San Giacomo dei Militari officiata dal cappellano militare Don Salvatore Falzone. Successivamente sono intervenuti il Comandante della Legione Carabinieri Sicilia Gen. D. Giovanni Cataldo ed il Gen. D. Maurizio Angelo Scardino nella duplice veste di Comandante Militare del Presidio Interforze e Comandante Militare dell’Esercito in Sicilia.

Il Generale Cataldo ha ringraziato le autorità civili e militari intervenute, i familiari dei caduti ed il coro Fidelis che ha accompagnato la celebrazione. “Nel giorno dell’attentato di Nassiriya – ha dichiarato – si ricordano tutte le vittime delle missioni internazionali di pace. Dopo quel giorno le Forze Armate hanno percepito la vicinanza della nazione, così come anche i familiari delle vittime percepiscono in questo momento la nostra vicinanza. I vostri cari sono i nostri cari. I caduti nel vile attentato sono per noi motivo di esempio e ispirazione alla nostra azione quotidiana sia in patria che all’estero. Purtroppo, ieri, si è verificato una altro attentato alle nostre Forze armate in teatro internazionale con il ferimento di cinque militari dei reparti speciali.”

Di seguito, il Comandante Militare dell’Esercito in Sicilia, Generale Sscardino, dopo aver ringraziato i convenuti alla commemorazione, ha ribadito la sua apprensione per l’ attentato di ieri. Ha rivolto, poi, il suo commosso pensiero a tutti coloro che hanno perso la vita impegnati nelle aree di crisi o per dare alle popolazioni oppresse la speranza di un futuro migliore. Infine si è stretto ai familiari dei caduti partecipando al loro dolore.

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