Contessa Entellina comune riciclone (92,7%), a San Cipirello raggiunto l’88%

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Contessa Entellina è il comune col il miglior risultato per quanto riguarda la raccolta differenziata nel 2019: il piccolo comune nel palermitano ha ottenuto una media del 92,7%, decisamente alta rispetto alla media regionale. A seguire Longi (Messina) con il 90,5%, Calamonaci (Agrigento) con l’89%, San Cipirello (Palermo) con l’87,8%, Rometta (Messina) con l’86,7%, Mazzarone (Catania) con l’84,5%, Villalba (Caltanissetta) con l’83,9%, Villafranca Sicula (Agrigento) 83,5%, Montedoro (Caltanissetta) 83,3%, Misilmeri (Palermo) 83,9%.

Agrigento spicca tra i capoluoghi con il 65,6%, mentre Ragusa è al primo posto tra le ex province con il 58,1%, seguita da Enna (55,5%) e Trapani (55,3%). 45 comuni, invece, rimangono ancora con percentuali bassissime, sotto il 30%.

Tra queste ci sono le grandi città: Palermo è al 19%, a Messina la media è del 21,5% e Catania non supera l’11,5%. Queste aree incidono molto sulla media regionale, ma l’assessore Pierobon ha ricevuto notizie dal ministero dell’Ambiente sullo sblocco di 16 milioni di euro per potenziare la raccolta differenziata, fondi che possibilmente saranno già disponibili a settembre.

“Questa volta – dichiara Pierobon – ho chiesto che le somme vengano erogate non a pioggia o per campagne di comunicazione, ma per attività più operative. In sostanza, l’obiettivo è quello di favorire i comuni con maggiori difficoltà consentendo l’acquisto di isole ecologiche, compattatori e attrezzature utili al servizio”.

Le strutture esistenti oggi riescono a fronteggiare il fabbisogno di circa 400 mila tonnellate l’anno di organico, ma rimangono alcune criticità. Sono presenti in tutto 14 impianti di trattamento della frazione umida, di cui 8 privati e 6 pubblici. Due impianti sono fermi da mesi a causa di irregolarità, mentre altri sono a ritmo ridotto o fermi per manutenzione.

Il governo Musumeci ha dato input di finanziare e avviare la realizzazione di quattro nuovi impianti per sostituire le società inadempienti. È in corso un tentativo di recuperare le somme necessario a riavviare il polo di Castelvetrano (chiuso a causa del fallimento dell’Ato) e per potenziare gli impianti di Sciacca e Castelbuono. Sono stati deliberati oltre 160 milioni di euro da destinare alla realizzazione di impianti pubblici, specialmente nella Sicilia orientale che risulta esserne maggiormente sfornita.

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