MONREALE – Il devastante incendio che ha colpito le zone di monte Caputo, Caputello e Castellaccio ha scosso profondamente i monrealesi. Il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono, che tutta la notte ha coordinato le operazioni di spegnimento, chiede alla Regione lo stato di calamità per le aree interessate e pene severe per i piromani.
Settanta persone sono state evacuate nella zona di San Martino delle Scale. “Abbiamo deciso, per l’incolumità delle famiglie, di spostarle dalle loro abitazioni e abbiamo messo a disposizione la scuola Antonio Veneziano. Siamo davanti a mani criminali, bisogna prendere coscienza e mandare segnali forti. Non è possibile mettere a repentaglio vite umane e un patrimonio ambientale di grandissimo valore”.
“Rivolgo un ringraziamento particolare a tutte le forze dell’ordine, forestali, protezione civile, volontari e cittadini che hanno lavorato tutta la notte per aiutarci a spegnere i roghi e ci hanno sostenuto per superare un momento di grande difficoltà” ha concluso il sindaco.
Anche l’arcivescovo Michele Pennisi ha condannato gravemente il gesto, definendolo “un delitto per la legge dell’uomo, un grave peccato contro Dio”. “É colpa della cattiveria umana di qualche folle bruciare un patrimonio naturalistico e pensare stupidamente di distruggere la casa comune Dio ci ha comandato di custodire e curare. La Comunità ecclesiale di Monreale, mentre esprime solidarietà alle persone che hanno subito danni e disagi, ringrazia i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, l’amministrazione comunale, i volontari della protezione civile e i comuni cittadini che si sono adoperati per spegnere gli incendi e aiutare le persone che si sono trovate in pericolo, condanna simili crimini e afferma che appiccare volontariamente un incendio, oltre che un delitto per la legge dell’uomo, è un grave peccato contro Dio e la Sua creazione”.