MONREALE – Il comune di Monreale non doveva pagare 2 milioni di euro all’Amat perchè non vi era alcun contratto che lo specificasse. E’ questa, in estrema sintesi, la decisione della Cassazione, una buona notizia per le casse del comune di Monreale, che potrà beneficiare di un bel tesoretto, ma non altrettanto bella per quelle della municipalizzata palermitana.
La Suprema Corte ha confermato in sostanza quanto precedentemente deciso dai due gradi di giudizio precedenti relativamente ad una controversia che fa riferimento al servizio bus nel periodo 2002-2004 costato 1,9 milioni di euro. Un servizio però, come hanno dimostrato i legali nominati dal comune di Monreale, eseguito senza alcun regolare contratto e il credito dell’azienda di via Roccazzo, per la Cassazione, non può essere vantato.
Si tratta di un’ulteriore schiaffo in pieno viso per la partecipata di Via Roccazzo, balzata in questi giorni agli onori della cronaca per il concorso che non poteva essere bandito. “Questa volta ci troviamo di fronte a circa 2 milioni di euro che dopo una lunga querelle con il Comune di Monreale dovranno essere pagati da Amat”. A renderlo noto Sabrina Figuccia, Consigliere comunale Udc di Palermo, che prosegue: ”Si tratta di sentenze precise, che mettono nero su bianco una realtà sulla quale intendo fare luce”.
Servizi erogati senza alcun contratto per tantissimi anni, controversie giudiziarie infinite, che oltre ai costi vivi, generano anche interessi e spese legali. Figuccia ha annunciato di avere già inoltrato “un accesso agli atti per avere piena contezza di questa vicenda, nella quale si possono ipotizzare reati come danno erariale, abuso d’ufficio conditi da una buona dose di negligenza”.