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Aumento gettoni dei consiglieri, è bufera. Lo Verso: «È investimento della politica»

Le temperature dell’estate monrealese si alzano ancora di più dopo che ieri il Consiglio comunale ha deliberato l’aumento dei gettoni di presenza dei propri consiglieri. Sono tanti i monrealesi rimasti senza parole dopo aver letto la notizia su Filodiretto. Sui social si è scatenata la bolgia del commenti. Il presidente del Consiglio Intravaia, da canto suo ha motivato l’approvazione dell’ordine del giorno sostenendo come il provvedimento fosse un «atto dovuto» e imposto dalla legge, pena danni erariali al Comune e rischi di omissioni di atti dovuti.

In sintesi, i signori consiglieri, ieri hanno approvato un corposo aumento delle proprie indennità per la partecipazione alle sedute di Consiglio e di Commissione. Un ampliamento di oltre il 50% che farà guadagnare al singolo consigliere una cifra che si aggirerebbe sui 400/500 euro al mese. Come già scritto da Filodiretto, Fabio Costantini, Giuseppe La Corte e Silvio Terzo ieri hanno fatto mettere a verbale il proprio secco «No» all’aumento deciso dai colleghi. Lo Coco, Vittorino e Di Verde hanno abbandonato l’aula al momento della votazione, fatto che comunque non precluderà loro l’aumento delle indennità come avverrà anche per gli assenti.

Intanto dopo quelle giunte ieri nel corso della seduta, arrivano le prime rinunce personali che saranno comunicate nei prossimi giorni al segretario comunale Paola Naimi sposa la tesi sostenuta dal presidente del Consiglio Marco Intravaia. La leader de «La Nostra Terra» nei prossimi giorni riunirà il gruppo. «Ognuno – spiega la capogruppo – sarà libero di fare la propria scelta». Possibile, inoltre, che ogni membro del Consiglio comunale possa scegliere la decurtazione di una percentuale di indennità a propria scelta. Anche il consigliere ed ex assessore Gery Valerio ha annunciato la propria rinuncia all’aumento delle indennità di presenza.

«La dichiarazione di Intravaia getta fumo negli occhi dei cittadini – fa sapere Giuseppe La Corte (Lega) -. Si sarebbe potuto votare l’atto per evitare di incorrere nel danno erariale ma sarebbe anche stato giusto, vista la campagna elettorale che si è basata sulla questione dei risparmi, che assessori e consiglieri comunali facessero una dichiarazione con la quale veniva deciso il rifiuto dell’aumento. I soldi risparmiati si sarebbero potuti inserire all’interno di un apposito capitolo di bilancio per il bene della città. Così avremmo dato un segnale forte ai cittadini che non hanno i soldi per andare avanti».  

Il gruppo consiliare del «Il Mosaico» ha votato il provvedimento e spiega tramite il suo capogruppo Fabrizio Lo Verso le motivazioni che hanno portato al voto favorevole, rispondendo anche ad «atteggiamenti populisti che alcuni consiglieri dell’opposizione hanno già manifestato in Consiglio comunale e sui giornali».

«Fino a ieri i consiglieri comunali percepivano un gettone di presenza per ogni seduta di Consiglio comunale o di Commissione pari a circa 21 euro – spiega Lo Verso -. Questa cifra era frutto di una complessiva riduzione del 40% applicata negli anni passati all’indennità di presenza stabilita dalla legge regionale n. 30/2000, che aveva portato il Comune di Monreale ad avere i rappresentanti politici di Monreale tra i meno pagati in tutta Italia».

Il leader del movimento che sostiene il sindaco Alberto Arcidiacono fa notare come la riduzione precedente sia stata ritenuta illegittima da più sentenze che hanno dato ragione agli ex amministratori che hanno avviato delle azioni legali nei confronti del Comune per ottenere il riconoscimento dell’indennità di presenza nell’intera misura prevista dalla legge, generando anche ulteriori costi per le spese legali. «Ieri il Consiglio comunale – continua il capogruppo -, in virtù della legge regionale n. 11/2015 e su indicazione del segretario comunale, si è assunto la responsabilità di rideterminare le indennità e i gettoni di presenza per dare una chiara e legittima regolamentazione alla materia, facendo così uscire il Comune da una condizione di illegittimità che avrebbe ancora permesso a qualunque consigliere comunale di rivalersi ulteriormente sullo stesso e di ottenere, come già successo, il risarcimento della parte di gettone di presenza non percepita a causa della precedente riduzione illegittima».

Fabrizio Lo Verso risponde poi al collega Fabio Costantini che ieri ha sollevato la questione in aula ed era presente anche nella Conferenza dei capigruppo che ha determinato l’ordine del giorno della scorsa seduta. «Non mi risulta – afferma Lo Verso – che, in quella sede e a telecamere spente, abbia chiesto al Presidente del Consiglio e ai colleghi di far passare la delibera in Commissione per una più attenta valutazione, preferendo invece recitare la parte del “grillino” davanti alla sua telecamera e ai giornali. Mi permetto quindi di dire che questo modo di fare, da parte di un consigliere comunale che è stato appena votato presidente della Commissione Bilancio grazie ad un accordo e ai voti della maggioranza, appare poco serio. Invito quindi il collega ad evitare di trasformare le discussioni consiliari in un “reality show”, anche perché ha già dato dimostrazione di saper fare il “vecchio politico” nei fuori onda».

Lo Verso poi fa una seconda considerazione per quanto riguarda «il merito della questione». «L’organo consiliare ha sì rideterminato le indennità di presenza di tutti i consiglieri comunali – dice -, portandole dai precedenti 21 agli attuali 32 euro, lasciando però ad ognuno di questi la possibilità di esercitare il proprio diritto soggettivo e quindi di rinunciare a parte o all”intera indennità, perdendo così anche il diritto di rivalersi in futuro nei confronti del Comune. Mi preme far notare, però, che non si tratta di una scelta “morale” bensì “politica”. Non cadiamo, infatti, nell’errore di ritenere “immorale” la scelta di chi preferisce percepire il gettone di presenza per intero, magari usandolo per ripagarsi della giornata di lavoro persa (nel caso di liberi professionisti), per svolgere l’attività politica o per sostenere attività associative e/o culturali nel paese».

Lo Verso spiega infine perché il Mosaico ha votato sì all’aumento delle indennità: «Il nostro gruppo, coerentemente con la sua impostazione costruttiva e anti-populista che l’ha sempre contraddistinto, ha votato a favore della proposta e si continuerà ad impegnare per dimostrare che il gettone di presenza non è un “costo” ma un “investimento” della politica».

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