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Palermo, vince Biagio Conte: Paul non sarà espulso

PALERMO – Dopo uno sciopero della fame durato giorni, Paul Yaw e Biagio Conte hanno vinto. L’idraulico ghanese resterà a Palermo. La città si era battuta, insieme alla Missione Speranza e carità, per fare ottenere il permesso di soggiorno e decadere il decreto di espulsione. 

La Terza Sezione del Tribunale Amministrativo di Palermo, con ordinanza collegiale depositata oggi, confermando il decreto cautelare del 14 maggio, ha accolto la richiesta di sospensione del provvedimento di archiviazione della domanda di permesso di soggiorno emesso in danno di Paul Yaw Aning.

Il Tar ha evidenziato la sussistenza del danno grave ed irreparabile sospendendo così il diniego di permesso di soggiorno.

“Auspico  – dice l’avvocato Giorgio Bisagna, difensore di Paul – che la Questura di Palermo ottemperi alla decisione dell’autorità giudiziaria rilasciando un permesso di soggiorno a Yaw”.

“La Missione di Speranza e Carità ringrazia le Autorità Giudiziarie – commenta il missionario laico, Biagio Conte – che sono preposte a tutelare i diritti umani, patrimonio di tutti gli uomini e donne, senza differenza di razza, religione, cultura e ceto sociale. La Missione continuerà il servizio a favore degli ultimi, per i tanti Paul che vivono emarginati ed esclusi, anche perchè vittime di una burocrazia sfiancante che penalizza e condanna la dignità delle persone. La Speranza e Carità – continua – che si è mostrata in questo caso, da parte di Istituzioni, gruppi, movimenti e associazioni, ci ha indotto ad una riflessione comune su un forte e trasversale intervento legislativo a tutela dei diritti umani dei migranti, soprattutto dei tanti Paul, che vivono onestamente e integrati, introducendo meccanismi di regolarizzazione permanente, in presenza di idonei requisiti”.

“Guarisci il cuore con l’olio del perdono – ha scritto Paul Yaw – perdonando tutti coloro che ci hanno ferito e meditando le ferite che abbiamo causato agli altri (…)
Prenditi cura del fratello, della sorella debole, dell’anziano, del malato, dell’arrabbiato e del senza fissa dimora”. 

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