MONREALE – “Ad oggi i lavoratori si vedono frustrati nelle legittime aspettative del diritto maturato”. È questa la conclusione della lunga mail inviata al sindaco di Monreale, Alberto Arcidiacono, dall’avvocato Francesco Saladino, legale dei 28 dipendenti ex Tech, che nonostante le sentenze a loro favore, non vedono riconosciuto il diritto di assunzione.
Una storia a lungo seguita da questa testata, a partire da quando, era il dicembre 2015, si era concluso l’appalto della Tech srl con il comune di Monreale per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Da allora i lavoratori, che avevano lavorato per più di non sono stati assorbiti dalle altre ditte che si sono susseguite nella fornitura del servizio al comune. Dalla Ecogestioni di Bagheria alla Mirto di San Cipirello (che a maggio scorso ha avuto rinnovato il contratto per un anno), le società subentranti hanno proceduto ad assumere i lavoratori già in servizio presso la società d’ambito (Alto Belice Ambiente) poi fallita, così come previsto da apposita clausola sociale inserita nel contratto d’appalto. Non hanno invece richiamato il personale ex Tech, quei 28 lavoratori che hanno sempre vantato il diritto all’assunzione in forza dell’art. 6 del CCNL FISE.
Seconda questa norma, in caso di avvicendamento di imprese nella gestione dell’appalto/affidamento di servizi, vige l’obbligo dell’impresa subentrante di assumere “ex novo, senza effettuazione del periodo di prova, tutto il personale in forza a tempo indeterminato (….) che risulti in forza presso l’azienda cessante nel periodo dei 240 giorni precedenti l’inizio della nuova gestione in appalto/affidamento previsto dal bando di gara e alla scadenza effettiva del contratto di appalto”.
Con sentenza n. 1836/2016 pubblicata il 21/09/2016, il giudice del lavoro, dott.ssa Paola Marino, aveva accolto in pieno il ricorso dei 28 ex dipendenti, dichiarando il loro diritto ad essere assunti dalla Ecogestioni S.r.l.. A questa sentenza si era appellata la Ecogestioni, ma anche la Corte di Appello, con sentenza n. 721 del 2018, del 30 luglio, aveva confermato il loro diritto all’assunzione, condannando la società di Bagheria a versare gli stipendi che i 28 lavoratori avrebbero dovuto percepire dal 16 dicembre 2015 al 16 agosto 2016, quando l’appalto era poi scaduto.
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Il 23 aprile scorso una rappresentanza di questi lavoratori si era recata al palazzo di città per ottenere rassicurazioni dal sindaco Piero Capizzi, che da parte sua aveva confermato, per l’ennesima volta, di trovarsi nell’impossibilità di obbligare le ditte all’assunzione del personale rimasto fuori. Non sarebbe rientrato nelle sue competenze.
Nella lunga lettera inviata al sindaco Arcidiacono, l’avvocato Saladino sottolinea come nel capitolato d’appalto del 12/10/2018 non figuri alcun richiamo al contenzioso in essere “peraltro ben conosciuto dal Comune”. “Nessun riferimento alla sentenza della Corte Territoriale”, né un “richiamo all’art. 6 del CCNL applicabile, nonché al contenzioso avuto e agli effetti che questo può avere sulle imprese aggiudicatarie”. Ed ancora “il mancato inserimento di quanto sopra detto nel bando di gara crea nocumento non solo ai lavoratori ma anche alle imprese partecipanti …”.
Una patata bollente per il primo cittadino monrealese, invitato dai lavoratori a battere i pugni con la ditta Mirto, affinché si dia luogo alla loro assunzione.