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“Mons. Michele Pennisi protettore dei mafiosi”. In corso l’indagine sulla diffamazione nei confronti del vescovo

Monreale, 24 maggio 2019 – La città di Monreale è rimasta di sasso dopo che ignoti hanno tappezzato le vie del centro cittadino con un volantino contenente alcune frasi offensive nei confronti dell’Arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi. “Mons. Michele Pennisi, Protettore dei mafiosi”, è il messaggio riportato sui fogli apparsi a decine sui muri della città. Il messaggio, inoltre, fa riferimento a presunte vicende legate a una cooperativa sociale, Cristo Pantocratore, e della C.T.A. di Romitello Borgetto. Il ritrovamento è avvenuto mercoledì scorso. I carabinieri che indagano sull’episodio sarebbero già sulle tracce dei presunti responsabili.

Il fatto ha lasciato parecchio perplessa la città di Monreale. Michele Pennisi è da tutti conosciuto come il “vescovo antimafia” e difficilmente potrebbe essere accostato a vicende legate alla criminalità organizzata, anzi, il presule si è sempre contraddistinto per le sua azioni in contrasto con le logiche mafiose. Non vi è occasione, infatti, per Pennisi di predicare stili di vita antimafiosi. Fin da quando era arcivescovo di Piazza Armerina il vescovo normanno si è contraddistinto per le sue opere in antitesi con la mafia, in passato si rifiutò anche di celebrare il funerale pubblico di un mafioso, accordando ai familiari soltanto le esequie in forma strettamente privata, tanto da essere sotto scorta per un periodo di tempo. Pennisi ha anche negato di far celebrare pubblicamente il funerale di Totò Riina a Corleone. Anche in occasione delle celebrazioni per il SS. Crocifisso, Pennisi si era schierato contro chi si professa cristiano ma uccide o opprime i prossimo.

In seguito al ritrovamento dei volantini, il prelato ha presentato denuncia e sono subito scattate le indagini dei Carabinieri. “Non conosco né la cooperativa né l’associazione – ha detto Pennisi al Giornale di Sicilia –. Nel 2017 ho fatto una visita ai malati ospiti del Cta, ma come faccio altre mille visite alle persone che hanno bisogno durante tutto l’anno. Non saprei davvero cosa dire, cado dalle nuvole. Si tratta di notizia diffamatorie, delle quali si occuperà la magistratura”. 

I rappresentati della cooperativa sociale Cristo Pantocratore e del CTA di Borgetto hanno preso le distanze dall’accaduto, condannando il gesto nei confronti di Pennisi.

Il neo sindaco monrealese Alberto Arcidiacono ha preso posizione. “Il fatto è frutto di una totale misconoscenza della storia dell’uomo e del prelato, a cominciare da un episodio che definirei emblematico, risalente al 2007, quando si rifiutò di celebrare in cattedrale il funerale di un boss mafioso ucciso in un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine. Un uomo che è stato anche sotto scorta per aver subìto minacce di morte dalla compagine mafiosa gelese, al quale pertanto andrebbe dimostrata la massima e incondizionata gratitudine per il suo operato, invece di renderlo oggetto di accuse nauseabonde ispirate da chissà quali intenti mefitici, esprimo pertanto il mio sdegno per l’accaduto e la mia più sentita e profonda solidarietà a monsignor Pennisi”.

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