Palermo, 17 maggio 2018 – Piovono pesanti condanne contro gli affiliati al clan di Porta Nuova anche se alcune vengono ridotte. Per Alessandro D’Ambrogio la quarta sezione della Corte d’appello ha deciso la pena più alta tra i nove a processo, tornato nuovamente in appello, 19 anni e 8 mesi. Tutti vennero arrestati nel corso dell’operazione Alexander.
Il collegio presieduto da Giacomo Montalbano ha deciso quattro modifiche alle condanne, quattro invece le conferme: oltre a D’Ambrogio – condannato in «continuazione» con una precedente sentenza – sono stati condannati Biagio Seranella, a 12 anni e 2 mesi, Daniele Favata a 7 anni e 8 mesi, Francesco Paolo Nuccio a 4 anni e 2 mesi. Pena ridotta per Marco Chiappara, che partiva da 10 anni e che ha avuto 9 anni e 11 mesi ma in continuazione, dunque la pena si somma a un’altra, rimediata in un processo diverso. Dagli 8 anni e 4 mesi, inflitti in precedenza Francesco Scimone ne ha avuti 6 e 8 mesi, grazie a un’assoluzione parziale. Giovanni Alessi e Pietro Tagliavia hanno avuto 8 anni e 8 mesi a testa: il primo aveva avuto 9 anni, l’altro 10. Infine Salvatore Asaro scende da 4 anni e 4 mesi a 3 anni e 4 mesi.
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