Caso sorelle Napoli. Invasione di animali e intimidazioni: chiesto il giudizio per gli estortori

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Mezzojuso, 16 maggio 2019 – È stato chiesto il giudizio per Simone La Barbara, già in carcere per estorsione in un altro procedimento, Antonio Tantillo e Liborio Tavolacci; ad avanzare la richiesta è la Procura di Termini Imerese, in seguito alle accuse contro La Barbara, Tantillo e Tavolacci di tentata estorsione nei confronti delle sorelle Ina, Irene e Anna Napoli e di loro madre Gina La Barbera.

La vicenda è complessa. Come riporta il Giornale di Sicilia, le sorelle Napoli sarebbe state vittime si continue e insistenti pressioni, attuate attraverso danneggiamenti e invasioni di animali, al fine di costringerle a cedere la loro azienda agricola. Per questi motivi il pm Annadomenica Gallucci ha chiesto il rinvio a giudizio per Simone La Barbera (già in carcere per l’operazione “Cupola 2.0”), Antonio Tantillo e Liborio Tavolacci. La richiesta è stata depositata all’ufficio Gup di Termini in attesa di fissare l’udienza preliminare.

Le violenze cominciarono nel dicembre 1998; una sera, tornando dall’azienda, le sorelle Irene e Ina furono vittime di una sassaiola. In quella occasione riconobbero Antonino Tantillo, che aveva recentemente rivendicato il diritto sui terreni in base a una parentela con le Napoli. L’allora dipendente dell’azienda Epifanio Mastropaolo (oggi sindaco di Godrano), convinse le sorelle a non denunciare l’accaduto.

Mastropaolo avrebbe quindi accompagnato le sorelle dal boss del paese, che le avrebbe tranquillizzate. Ma dal 2006 ricominciarono i soprusi: le recinzioni dei terreni delle sorelle Napoli venivano tagliate da ignoti e gli spazi venivano invasi da animali da pascolo. Irene Napoli riferì al pm Gallucci che Simone La Barbera le aveva proposto di affidare i terreni (di circa 90 ettari) a Carmelo e Zino La Gattuta, che avrebbero fatto da prestanome, in cambio di 5.000 euro annui.

Le sorelle Napoli non cedettero, e gli avvertimenti continuarono. “Tutta questa storia non la potrai mai risolvere a meno che non metti a capo della tua azienda un uomo, se sei furba lo devi capire” le disse Rossella Tavolacci, moglie di Liborio.

Secondo quanto riportato dal pm Gallucci, Simone La Barbera sarebbe definito “mafioso del paese” e “capo reggente”. L’inchiesta prende il nome di “Mai più sole”, ma la tensione a Mezzojuso resta alta. Irene Napoli è stata insultata e cacciata fuori da una tabaccheria proprio ieri, mentre in una scuola una maestra elementare propone ai bambini il “gioco delle sorelle Napoli”.

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