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A distanza di cinque anni ci riprova. Con un progetto di forze moderate per vincere la sfida del 28 aprile. L’intervista ad Alberto Arcidiacono (VIDEO)

Monreale, 1 aprile 2019 – Alberto Arcidiacono, ingegnere di 39 anni residente a Pioppo, per cinque anni (2009-2014) presidente del consiglio comunale di Monreale, lancia la sua candidatura a sindaco di Monreale. Per la seconda volta. Nel 2014 era stato sconfitto al ballottaggio da Piero Capizzi. Si ripresenta sulla scena politica monrealese dopo un’assenza durata cinque anni. Un aspetto che i suoi avversari non smettono di sottolineare ma che non lo imbarazza. “Chi vince una competizione elettorale – spiega Arcidiacono – ha il diritto di governare. Maggioranza e opposizione hanno ruoli diversi, ben distinti. È lì che si sviluppano tutte le dinamiche di una pubblica amministrazione”.

D: Ma lei avrebbe avuto la possibilità di entrare in consiglio comunale. Il regolamento prevede che in caso di almeno tre assenze un consigliere possa essere sollevato dall’incarico. Lei è stato il primo dei non eletti nella lista “Idee in Movimento”. Nessun consigliere comunale ha mai sollevato la questione per fare decadere Marco Lo Coco, il consigliere quasi mai presente perché trasferitosi a Milano per motivi di lavoro. Nè Lei ha mai fatto pressioni perché qualcuno dei consiglieri, neanche quelli che la sostengono oggi, lo facesse. Lei sarebbe potuto entrare in consiglio e fare opposizione.

R: È una questione in seno al consiglio comunale, dall’esterno non è possibile farlo. Evidentemente non c’è stata la volontà. Voi avete fatto degli articoli sull’argomento, noi ne abbiamo parlato, ma all’interno del consesso la questione non andò avanti.

D: Tra i suoi sostenitori vi sono tesserati del PD e di Diventerà Bellissima. Qual è la differenza tra un progetto civico e un’accozzaglia di partiti o di soggetti politici ben differenti?

R: Questo progetto raggruppa forze moderate che hanno voluto spendersi per il territorio. Ne è nato un programma. Non abbiamo la necessità di nascondere dietro l’egida del movimento civico le nostre identità. Esistono persone con proprie radici politiche, ma che hanno guardato ad un progetto che afferisce molto al giovane civismo monrealese. Ne è una prova che su circa 96 candidati 88 sono giovani e ragazzi che si affacciano per la prima volta nel mondo della politica.

D: Tra i suoi sostenitori vi sono ex assessori della giunta Capizzi.

R: Alcuni candidati, altri no.

D: Tra questi ex assessori vi sono alcuni che hanno sposato la linea politica di Capizzi fino all’ultimo giorno del loro mandato. Se non fosse stato Capizzi a sollevarli dall’incarico, con molta probabilità avrebbero sostenuto fino al 27 aprile il suo avversario. Non è incoerente la loro presenza tra i suoi sostenitori? Non appare come una ripicca nei confronti di Capizzi?

R: Non lo penso. Se fosse così rappresenterebbe la morte della politica. Sarebbe una domanda da porgere ai diretti interessati. Anche con loro ci siamo domandati su come vorremmo che fosse Monreale. Quello è stato il punto di inizio.

D: Durante l’apertura della campagna elettorale avete additato Capizzi come il sindaco del dissesto. Ma Lei ha inserito nella sua squadra Sandro Russo, assessore di Capizzi durante la dichiarazione di dissesto, ma anche Marco Intravaia, assessore di Di Matteo quando venne stabilito l’aumento della Tarsu.

R: Per quanto riguarda l’aumento Tarsu ci troviamo nel 2012, quando venne elaborato un piano pluriennale di riequilibrio che avrebbe garantito di navigare su acque tumultuose, ma permettendo al comune di non arrivare al default. E successo qualcosa di inaspettato. Le previsioni non sono state rispettate e si è arrivati al fallimento dell’ente, che provoca un innalzamento di tutte le tariffe. È il percorso che è stato viziato con conseguenze inevitabili.

D: Avete spiegato, durante l’apertura della campagna elettorale, che il vostro progetto sarà noto solo dopo che verrà depositato in comune. Quindi cosa significa oggi sostenere Arcidiacono?

R: È un progetto nato attraverso questo rapporto con le forze di coalizione che hanno deciso di buttare oltre l’ostacolo del dissesto il proprio cuore e di spendersi come risorsa. Il programma è una sorta di diorama di aree tematiche. 

D: Ma è qualcosa di generico, fumoso, o avremo la possibilità entro il 28 aprile di capire quali interventi vorrete realizzare? Cosa ci anticipa?

R: Ci saranno degli interventi strutturali che dal prossimo anno potrebbero iniziare per dare un beneficio alla comunità. Si può intervenire subito sulla sicurezza delle strade e sulla illuminazione. Non c’è la necessità di aspettare un bando comunitario, ma la possibilità di convertire la spesa corrente in spesa strutturale. La legge, ad esempio, consente di sostituire i corpi illuminanti con il solare, e di utilizzare la riduzione in bolletta come spesa strutturale. Un intervento a costo zero. Invece di pagare la bolletta ho rifatto l’illuminazione e ho fatto l’ammortamento.

D: Su quali ambiti investire per il rilancio del paese?

R: Il paese ha una serie di criticità. Rifiuti, urbanistica, turismo. Monreale ha necessità di un percorso in più direzioni. Serve una squadra assessoriale competente, per intervenire in modo corale, mettendo a disposizione il giorno dopo le elezioni le forze sane del paese.

D: Con chi è disposto a fare alleanze in fase di ballottaggio e con chi esclude un dialogo?

R: Escludo un dialogo solo con l’amministrazione uscente. L’apertura con le altre forze deriverà da un dialogo fatto all’interno della mia coalizione, ma dopo giorno 28.

D: Sarà un sindaco a tempo pieno?

R: Si, mi metterò in aspettativa.

VEDI LE PRECEDENTI INTERVISTE:

UNA PASSEGGIATA CON … BENEDETTO MADONIA

UNA PASSEGGIATA CON … GIUSEPPE ROMANOTTO

UNA PASSEGGIATA CON … ROBERTO GAMBINO

UNA PASSEGGIATA CON … SALVINO CAPUTO

UNA PASSEGGIATA CON … MASSIMILIANO LO BIONDO

UNA PASSEGGIATA CON … FABIO COSTANTINI

 

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