Termini Imerese, 14 marzo 2019 – Sono stati raggiunti oggi dalla comunicazione di conclusione delle indagini i 96 soggetti, prevalentemente politici, coinvolti nella maxi inchiesta della Procura di Termini Imerese relativa alle elezioni regionali e a quelle comunali di Termini Imerese del 2017.
Una indagine che ha raggiunto proporzioni enormi, e che ha coinvolto anche sindaci, deputati, assessori.

Sotto la lente di ingrandimento degli magistrati erano finiti anche i fratelli Salvino e Mario Caputo, per avere “attentato ai diritti politici dei cittadini”. Secondo gli inquirenti avrebbero fatto credere che a correre per un posto all’ARS nel corso delle scorse consultazioni regionali, sotto le insegne della “Lega”, non fosse stato Mario ma il più noto Salvino. Un’accusa che i due avvocati monrealesi avrebbero provato subito a confutare, ma per la quale gli erano stati assegnati in un primo tempo gli arresti domiciliari.
L’indagine aveva anche coinvolto gli ex coordinatori della Lega in Sicilia, Alessandro Pagano e Angelo Attaguile, sollevati successivamente dai loro incarichi dai vertici del Carroccio.
Ma l’inchiesta, avviata dalla Procura di Termini Imerese, aveva riguardato anche tanti altri personaggi, per presunti scambi di favori in cambio di voti in occasione delle elezioni comunali di Termini Imerese. Si parla di posti di lavoro in aziende, in supermercati, aiuti per superare esami universitari o l’ammissione alla selezione per la facoltà di Scienze Infermieristiche.
Le intercettazioni eseguite dai Carabinieri avevano permesso agli inquirenti di allargare la maglia dei soggetti interessati dall’ipotesi di scambio di favori in cambio di voti, fino a coinvolgerne in un primo tempo trentasette, tra i quali il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta, l’ex assessore comunale di Termini Maria Loredana Bellavia, Benito Vercio, procacciatore di voti, finito ai domiciliari con i Caputo e poi rimesso in libertà. A spiccare tra tutti, alcuni mesi fa, i nomi di due indagati eccellenti: l’assessore regionale al Territorio Totò Cordaro (Popolari e autonomisti) e il capogruppo all’ARS di “Diventerà Bellissima” (il Movimento del Presidente Nuccio Musumeci) Alessandro Aricò. Ma nel corso di questi mesi altri personaggi illustri sono stati iscritti nel registro degli indagati. Dall’ex governatore Totò Cuffaro, per corruzione elettorale, a Giuseppe Ferrarello, candidato alle regionali. Ed ancora dipendenti comunali di Termini Imerese accusati di assenteismo.
Una volta concluse le indagini gli indagati potranno presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati. A quel punto toccherà al Pubblico Ministero decidere se richiedere il rinvio a giudizio o chiedere l’archiviazione del caso.