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Lo Biondo (#OLTRE) presenta la sua candidatura a sindaco: “Serve una rivoluzione gentile”

 

Monreale, 9 marzo 2019 – “Tutti noi cittadini dobbiamo pretendere. Dobbiamo fare una rivoluzione gentile. Dobbiamo fare uscire l’orgoglio di una città”. Si è tenuta nel pomeriggio di oggi, nella sala Millunzi del Collegio di Maria piena di gente, l’apertura della campagna elettorale di Massimiliano Lo Biondo, candidato alla carica di sindaco del comune di Monreale.

Il leader del Movimento civico #OLTRE ha parlato della necessità di avviare una rivoluzione gentile, con il coinvolgimento di tutti i cittadini che devono attivarsi per cambiare e dare un futuro al paese.

Lo Biondo ha toccato diversi temi, con questo volendo segnare la differenza con gli altri avversari, “impegnati in questa campagna elettorale a parlare solo di liste e coalizioni, ma non di contenuti”.

Lo Biondo ha parlato del diritto dei cittadini di essere ascoltati. “70 famiglie hanno chiesto che da Piazzale Candido venissero tolti gli autocompattatori. Non hanno avuto risposte, e l’area è una discarica. Da lunedì prenderò residenza tra quei rifiuti se non verranno tolti”.

Un tema caldo quello sui rifiuti. “È normale che nessuno si era mai accorto che si continua a realizzare la raccolta differenziata senza avere un regolamento comunale? È mai possibile che i cittadini paghino un servizio che costa circa 4 milioni all’anno ma che al tempo stesso mostra difficoltà e addirittura 12 lavoratori vengono lasciati a casa senza lavorare?”

Ed è un fiume in piena. “Il Piano Regolatore risale al 1977 e lascia abbandonati i territori. Recentemente non abbiamo potuto accedere a dei finanziamenti a causa dell’assenza del nuovo PRG. In tantissimi comuni d’Italia è possibile consultare le carte tematiche online ma non accede nel nostro comune. 

Oggi le carte tematiche risalgono ai tempi dei tempi: ad esempio le frane in cartografia non sono aggiornate, figurano strade e case che a volte non esistono più. Non esistendo un nuovo PRG non esiste la disciplina dell’attività edilizia in quanto non esiste la pianificazione urbanistica.
Cosa ne pensa, ad esempio, chi ha parenti che hanno retto l’ufficio tecnico in assenza di piani attuativi?” Il riferimento all’avversario Alberto Arcidiacono è chiaro, come nel passo successivo: “Recentemente un candidato a Sindaco ha parlato di declassamento delle aree edificabili. Un’esca elettorale. Stuzzica i cittadini, ma serve una variante al piano regolatore. Quanto costerebbe ai cittadini l’approvazione della variante? Siamo un comune in dissesto. Se arrivano centinaia di richieste di declassamento si avrebbe una drastica riduzione del gettito IMU. Si è parlato anche di restituzione del 30 %, senza dire che si può togliere solo con un nuovo piano regolatore”.

Lo Biondo ha toccato il tema delle risorse produttive del paese, a partire dal Complesso Monumentale Guglielmo II che nel 2017 ha registrato un incasso di 426 euro con soli 148 visitatori, “pur avendo al suo interno opere di Giorgio De Chirico, Fausto Pirandello, Renato Guttuso, Carlo Levi. Dovrebbe essere una fonte inesauribile di guadagno. Anche il mercato contadino dovrebbe essere il luogo dove valorizzare i prodotti locali, come i biscotti, il pane, il susino, i vini, e invece è diventato un luogo di caos. La politica invece, ad un mese dalle elezioni, parla solamente di liste. Di futuro della città non se ne parla”.

Ed ancora, l’ex Cinema Imperia, “la cui ristrutturazione, cofinanziata dalla regione siciliana, è stata interrotta nel 2014″. E il Cres, vandalizzato e abbandonato. “La politica dovrebbe confrontarsi sul da farsi. Magari spostando il problema col trucco del….”risolveremo il problema con i finanziamenti europei” (una frecciata rivolta a Roberto Gambino, ndr).
Intanto bisognerebbe parlare con la regione e verificare la possibilità di cederlo attraverso bando pubblico e quindi renderlo di nuovo produttivo.
Meglio cederlo che perderlo come sta accadendo”.

Un accenno è stato fatto anche alle strutture sportive ed in particolar modo ai campetti da tennis della Ranteria: “Ci giocavo da ragazzo, oggi sono in totale stato di abbandono”. 

Lo Biondo ha toccato il tema di Grisì e delle “circa 100 famiglie non hanno ricevuto i contributi post terremoto. A distanza di 50 anni. Si dovrebbero rendere pubbliche le graduatorie e i verbali delle commissioni. Chiediamo la trasparenza degli atti formulati dalla commissione ex art 5.

Di fronte a questi fatti (tanti altri non sono stati citati) la politica è rimasta in silenzio”.

Lo Biondo non ha risparmiato le frecciate nei confronti dei suoi avversari. “Come quelli che si sono candidati 5 anni fa, e poi sono scappati, vivono a Palermo, mandano i figli nelle scuole di Palermo. Li rivediamo solo oggi dopo 5 anni. In questi anni, pur senza candidarmi al consiglio comunale, sono stato più presente di molti altri, senza paura di dire quello che penso”.

I deputati regionali e nazionali vengono a saccheggiare l’elettorato per poi scappare. Perché i miei avversari che vantano amicizie con deputati regionali non chiedono impegni precisi per Monreale”?
“Non ci piace quella politica e soprattutto non ci appartiene la politica che mina la credibilità altrui, la denigrazione, il mascariamento”. Ed una stoccata è stata riservata ai suoi detrattori delle altre liste che avrebbero messo in giro la voce che avrebbe ritirato la sua candidatura, per poi dire che la sua candidatura avrebbe favorito il candidato Capizzi. Lo Biondo ha mostrato una vignetta che qualcuno ha messo in giro, nella quale lo si ritrae leccare il c… di Capizzi. “Io so chi è stato”.

Io non voglio un posto al sole, ma voglio cambiare questo paese. Una battaglia difficile ma non impossibile.

Di fronte a tutto questo abbiamo deciso di correre con umiltà, quando tutti dicevano che ci saremmo ritirati.

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