Gianfranco Miccichè: “Non farò mai il taglio dei vitalizi. È un atto di barbarie contro la cultura, l’intelligenza, le capacità siciliane”

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Palermo, 7 marzo 2019 – Il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gianfranco Miccichè non ci sta al taglio dei vitalizi degli ex deputati regionali dell’Ars e lo dichiara a margine di una conferenza stampa di presentazione del “Radicepura garden festival”.

“Non farò mai il taglio dei vitalizi – ha dichiarato di getto Miccichè – Se vogliono il taglio dei vitalizi devono sfiduciarmi, anche se non esiste una sfiducia tecnica del presidente dell’Ars sono pronto a confrontarmi con una sfiducia politica”. “Mi sembra un atto di barbarie contro la cultura – ha motivato il presidente dell’Ars – l’intelligenza, le capacità siciliane. Continuando su questa strada si cimenterà in politica solo chi è disoccupato o i miliardari. Mi sembra un atto di populismo insopportabile contro chi si è impegnato per la Sicilia”.

Più tardi l’ufficio stampa ha emesso un comunicato in cui viene aggiustato il tiro e i toni sono più pacati. “Sono disponibile a studiare un taglio dei vitalizi – recita il comunicato – ma non può essere come quello che Fico ha imposto alla Camera dei Deputati. Ci sono persone perbene che hanno dato il meglio di se stessi per questa regione: se dovesse essere effettuato il taglio previsto a livello nazionale, questi ex deputati riceverebbero 600 euro al mese. Se l’Assemblea regionale siciliana riterrà che deve essere fatto in Sicilia ciò che è stato deciso alla Camera, mi sfiducino pure, ma non posso consentire che venga penalizzato chi ha avuto l’unica colpa di adoperarsi per questa terra. Verrebbero danneggiate solo le persone oneste. Chi ha rubato, invece, non ha bisogno del vitalizio, perché i soldi li ha già”.

Così il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, a margine della presentazione, a Palazzo dei Normanni, del “Radicepura Garden Festival”. La questione dei tagli ai vitalizi in Sicilia è anche approdata in conferenza Stato-Regioni, per trovare una soluzione alle penalizzazioni per le regioni che non provvedono ai tagli.

Lo Stato infatti ha approvato una norma, all’interno della legge di bilancio, che prevede la riduzione dei trasferimenti alle regioni per quelle che non tagliano i vitalizi. La legge dà tempo ai Consigli regionali fino al 31 marzo per il taglio, altrimenti scatteranno le riduzioni dei fondi statali. In alcune Regioni è stato introdotto un contributo di solidarietà a carico degli ex consiglieri che percepiscono il vitalizio, in altre invece tutto è rimasto fermo per timore di ricorsi e contenziosi.

In Sicilia il governo Musumeci a fine febbraio ha deciso di non impugnare la norma dello Stato, come era stato paventato nei giorni precedenti, passando, così, la parola all’Assemblea regionale, cui spetta l’eventuale delibera sui tagli dei vitalizi, che gravano sul bilancio per circa 18 milioni di euro.

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