Corleone, 5 marzo 2019 – Corleone in cerca di riscatto dal pesante fardello del suo passato: è un tema che fa discutere spesso, rendendo forse ancora più difficile voltare pagina. Dopo le vicende che hanno visto la nascita dell’ormai celebre ristorante a Parigi siglato Riina, una nuova polemica si insinua, e questa volta il protagonista è il neo eletto Sindaco Nicolò Nicolosi.
Inizieranno a breve le riprese del nuovo film di Aurelio Grimaldi “Il delitto Mattarella”, che vedranno sul set Tony Sperandeo nel ruolo di Vito Ciancimino e Alessio Vassallo che impersonerà Sergio Mattarella. Il nodo della questione che sta accendendo gli animi dei cittadini di Corleone riguarda la decisione del Sindaco di finanziare il film con 25.000 €. Per alcuni cittadini è uno schiaffo alla reputazione della città, qualcuno ha proposto di fare un film sui personaggi illustri di Corleone, o sulla rivolta del Vespro, e ritengono che un altro film sulla mafia getterebbe ulteriore discredito sulla città.
“In realtà la cifra spesa dal Comune è di 15.000 € – spiega Nicolosi -, che diventano 25.000 € con il contributo del Consorzio sviluppo e legalità e dell’Unione dei Comuni”.

Ma non è solo l’ipotetico sfregio alla reputazione di Corleone ad essere tirato in causa. Maurizio Pascucci, capogruppo del M5S in Consiglio comunale, ha pesantemente commentato la scelta del Sindaco ritenendola un grave errore dal punto di vista economico. “No alla mensa scolastica per i bambini. Sì alla produzione di un film. Sono scelte con gli stessi soldi” si legge sul profilo facebook del pentastellato che alla vigilia delle elezioni aveva pubblicato una foto che lo ritraeva insieme al nipote di Bernardo Provenzano, post che gli costò il simbolo dei 5S.
Nicolosi non è rimasto a guardare. “I detrattori non vogliono capire il grande valore morale che può derivare da una grande opera cinematografica come Il delitto Mattarella. Il film sarà
presentato a settembre al Festival di Venezia e penso che, se il Comune non avesse aderito a questo progetto, avremmo mandato in giro per il mondo un pessimo messaggio. È vero che per anni si è parlato male di Corleone deformandone i racconti, ma quello di Aurelio Grimaldi è un film basato sui fatti: è la storia di Piersanti Mattarella, e noi siamo fieri di lui e vogliamo celebrare l’eroe che è stato. Questo film, oltre che bene immateriale dall’immenso valore, è opportunità di riscatto per la nostra comunità. L’accordo tra l’altro prevede la presenza dello stemma e del nome del Comune nei titoli di testa e coda e del film, assunzione di attori e figuranti tramite bando ed eventuali figure artigiane, partecipazione del Sindaco alle conferenze stampa e proiezione gratuita a tutti i cittadini subito dopo l’uscita nazionale del film. Il riscatto di Corleone avverrà quando riuscirà a cambiare la sua mentalità e capire che cultura e conoscenza sono i soli valori aggiunti. Non si rinasce rifacendo solo il manto stradale”.
Anche lo storico della mafia e dirigente della Cgil Dino Paternostro ha detto la sua, affermando che “Il film sul delitto Mattarella non parlerà di Corleone, girerà diverse scene a Corleone coinvolgendo proprietari di location, comparse e figuranti. Si può discutere sull’entità dell’investimento del Comune, ma di un investimento si tratta per averne ritorni in termini di immagini e di opportunità per i cittadini”.
Alla luce dei fatti serpeggia il timore che le polemiche abbiano un retrogusto politico, e non si può negare che la narrazione di una comunità passi attraverso la sua storia e (cosa che a ben vedere getta una luce positiva) i suoi eroi, anche quelli che eroi non avrebbero voluto essere. La narrazione della storia di una comunità raramente getta discredito, a condizione che la storia non si ripeta e che ci si guardi bene dall’utilizzarla per farsi pubblicità. Il prodotto cinematografico è un dito contro cui l’invettiva può rivelarsi banale se non si guarda alla luna.
Ciò che rimane è comunque un bando per la partecipazione al film, aperto tanto ai favorevoli che ai contrari. Il regista Grimaldi ci tiene a precisare che sarà lui stesso a fare i provini, scartando a priori “segnalazioni e raccomandazioni” di ogni sorta. Forse non senza un pizzico di ironia.