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Caso Diciotti. Fabio Costantini: “Ho votato contro l’autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro Salvini”. E ci ha spiegato il perché

Monreale, 18 febbraio 2019 – Questa mattina, alle 11,00, il Movimento Cinque Stelle ha dato il via alle operazioni di voto aperte agli iscritti sul caso Salvini. Attraverso l’urna virtuale della piattaforma Rousseau, i sostenitori dei Cinque Stelle sono stati chiamati ad esprimersi sulla decisione, che verrà presa comunque dai Senatori del Movimento, di concedere o meno al Tribunale dei Ministri l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Matteo Salvini sul caso Diciotti, valutando se la decisione del ministro è avvenuta o meno per la tutela di un interesse dello Stato.

Sull’argomento abbiamo intervistato il consigliere comunale pentastellato di Monreale, Fabio Costantini, nonché candidato sindaco alle prossime amministrative.

D: Consigliere Costantini, come ha votato?

R: Ho votato si, perché non ritengo che bisogna concedere l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Matteo Salvini.

D: Perché?

R: Non ci sono precedenti in tal senso. Se si fosse trattato di questione attinente la sfera privata non avrei avuto dubbi a votare per concedere l’autorizzazione a procedere. Invece è la prima volta che viene chiesta l’autorizzazione a procedere nei confronti di un Ministro della Repubblica per qualcosa fatta nell’esercizio delle sue funzioni. E non si trattava neanche di un’iniziativa specifica del ministro Salvini, ma di una decisione collegiale, che aveva coinvolto anche il Ministro Toninelli, anche se a livello mediatico sembra che sia solo Salvini ad occuparsi delle questioni interne.

D: Ma non state in questo modo privando la magistratura di valutare se sia stato o meno commesso un reato?

R: Solamente perché ritengo che non sia stato commesso un reato, e se mai un reato dovesse esserci non è in capo al Ministro dell’Interno.

D: Ma è l’iscritto al movimento, o un consigliere, o un senatore a dover decidere se è stato commesso un reato, o è materia della magistratura? Non state aggirando un problema, assumendovi una competenza che è prerogativa della magistratura?

R: Ritengo che il reato non ci sia stato a prescindere. Si è trattato di una decisione assunta nell’esercizio delle funzioni del Ministro, ed inoltre con carattere collegiale e non individuale.

D: Una decisione contro legge, purché politica, è quindi giustificabile da parte vostra?

R: No, secondo me, ripeto non si è trattato di un reato. Se fosse stato un reato e questo voto dovesse essere un modo per esonerare Salvini da un processo non voterei così. Se intorno al caso della nave Diciotti si può ipotizzare che ci siano gli estremi per un reato, non ritengo che siano in capo a Salvini. Si dovrebbero analizzare altre posizioni, ad esempio quella del capitano della nave.

D: Perché questa decisione, che alla fine verrà presa dai Senatori, viene condizionata alla posizione degli iscritti, sulla piattaforma Rousseau, quando invece su altre decisioni i parlamentari decidono autonomamente?

R: Agli iscritti vengono sottoposte le decisioni che esulano dal contratto o da situazioni già previste in programmi politici. Ed è questo il caso.

D: Non pensa che se invece di Salvini ci fosse stato Minniti, o Renzi, o Gentiloni, i 5 Stelle avrebbero subito votato per l’autorizzazione a procedere?

R: Non credo. Abbiamo una posizione molto netta per quanto riguarda l’art. 68 della Costituzione (quello sull’immunità dei parlamentari, ndr), tanto che in passato abbiamo mandato alla gogna anche nostri esponenti, come Giarrusso, Taverna. Non abbiamo mai esonerato i nostri parlamentari dal giudizio. Sono due posizioni diverse. Questa riguarda un ministro, ed è contemplata da un altro articolo della Costituzione, il n. 96. È una situazione del tutto nuova e diversa.

D: Un eventuale voto della maggioranza dei vostri Senatori contro l’autorizzazione a procedere potrebbe tramutarsi in un autogol? Non si potrebbe spaccare il movimento in due fronti contrapposti, con il rischio di una lacerazione nella base e tra i parlamentari stessi?

R: Probabilmente ci, sarà qualche strascico da parte di coloro che non si terranno soddisfatti dall’esito della consultazione, ma bisogna analizzare attentamente la questione, distinguendo, come detto, l’autorizzazione a procedere nei confronti dei parlamentari da quella nei confronti dei ministri.

D: Mi dica la verità. Durante la campagna elettorale i 5S e la Lega erano acerrimi avversari. Voi assicuravate che mai avreste fatto un accordo con la Lega, ed eccoci qua, oggi, con molte posizioni divergenti, e in più con l’alleato di governo che vi sta logorando giorno dopo giorno. Gli alleati non sempre si scelgono. Possiamo dire che Salvini é il peggior alleato che  poteva capitare al Movimento 5 Stelle?

R: No. Noi abbiamo detto che non avremmo fatto alleanze. Con il risultato elettorale si è creata una sorta di stallo istituzionale, per cui si è cercata una soluzione, anche per senso di responsabilità e perché sarebbe stato ingiustificabile un mancato tentativo di creare una compagine di governo in un momento difficile per il paese, con una legge elettorale che non avrebbe consentito un ritorno alle urne. Per fortuna è stato utilizzato lo strumento del contratto, che non è un’alleanza, ma un accordo programmatico dove due o più forze politiche stabiliscono alcuni punti dell’azione di governo.

Già all’interno del contratto di governo ci sono margini per mettere in discussione alcuni punti e alimentare difficoltà nei processi decisionali. Peggio succede laddove durante la fase della sottoscrizione del contratto non sono stati chiariti tutti gli aspetti e le reciproche posizioni politiche, ad esempio con la TAV, dove si è lasciata aperta la questione sulla base dell’analisi dei costi benefici, senza assumere già una posizione netta.

Salvini si sta attenendo al contratto di governo, è un fedele alleato. Ha un sistema comunicativo più efficace che crea una posizione mediatica dominante e che gli crea consensi. Ma da un punto di vista produttivo gli atti dei ministri del M5S sono maggiori.

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