Monreale, 16 febbraio 2019 – “Ringrazio per l’ennesimo invito ma andiamo #OLTRE.
Ritengo che un invito pubblico, dopo una risposta chiara ricevuta a microfoni spenti, rischi (volutamente?) di creare caos ulteriore”.
Massimiliano Lo Biondo conferma la sua candidatura a sindaco, ringrazia l’offerta di Roberto Gambino, ma va avanti.
E in redazione invia una lunga nota, per rispondere pubblicamente innanzitutto all’invito rivoltogli ieri pomeriggio dal candidato del Mosaico e di “Monreale Bene Comune”, durante l’ufficializzazione della sua discesa in campo.

Gambino aveva rivolto un appello alle forze politiche sane di Monreale, che vogliono un reale cambiamento, per creare un fronte comune. Tra queste, appunto, il leader della lista #OLTRE, che, secondo Gambino, non potrebbe che ritrovarsi adeguato all’interno del suo progetto civico.
Ma lo Biondo non vuole saperne, e precisa: “La mia casa politica è ogni luogo di questo nostro vasto territorio, dove ci sono i cittadini e i lavoratori, penso ad esempio agli ex ATO e lavoratori delle strisce blu, ai dipendenti comunali, alle autolinee Giordano, ai giovani e meno giovani.
Penso a una fase di ricostruzione post terremoto mai chiusa, dopo 51 anni, dove circa 100 famiglie di Grisì non hanno mai avuto risposta.
Gli stessi cittadini che, ogni giorno, in carne e ossa, ti raccontano e ti fanno toccare i problemi reali.
Problemi che conosci quando rimani nel territorio sempre e non quando torni alla vigilia del voto.
Da tanti anni ogni giorno sono in mezzo alla gente, prendendomi anche le critiche e le boccate amare.
L’ho fatto soprattutto di fronte al disastro del fallimento ATO, già quando il servizio costava alle famiglie ben 12 milioni di euro, e al dissesto economico.
Passando per il PRG, gli archivi invasi dai topi, le strutture abbandonate, come il CRES totalmente vandalizzato sotto gli occhi silenti di tanti”.
Lo Biondo rimarca la sua presenza sul territorio, da solo.
“Mi sono trovato spesso solo a fronteggiare tutto questo. Mi chiedevo dove fossero gli altri.
In questi anni neppure comizi sono stati fatti per le regionali o le nazionali, significherà forse qualcosa?
Neppure una parola sul dissesto, una levata di scudi.
Non sono e non sarò, quindi, una cartina di tornasole o un soprammobile politico-elettorale.
Non mi si può far diventare una risorsa a due mesi dal voto”.
E Lo Biondo, a questo punto in competizione con il candidato del Mosaico e di “Monreale Bene Comune”, vuole segnare le distanze.
“Preferisco un progetto civico fatto di cittadini rispetto a un progetto che ricostruisce e riunisce storie politiche reali e con tessere di partito oggi attive, per carità lodevoli e coerenti, sotto nomi civici.
Ringrazio ma non fanno per me i progetti civico-politici assenti per quasi cinque anni e che ricompaiono alle porte delle elezioni.
Lusingato ma resto tra la gente. Bisogna andare #OLTRE”.
E rilancia sull’offerta: “Roberto, una persona perbene e capace, da noi ha le porte aperte”.