Palermo, 15 febbraio 2019 – L a Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito questa mattina un decreto di confisca, emesso dal Tribunale di Palermo, nei confronti di Salvatore Milano, 66 anni, e Filippo Giardina, 66 anni. Le indagini su Milano e Giardina ebbero inizio nel 2007 in seguito al ritrovamento, nel covo dove erano nascosti i latitanti Salvatore Lo Piccolo e Sandro Lo Piccolo, di un appunto in cui si faceva riferimento alla catena di negozi Bagagli.
Già in seguito alle proposte del Procuratore della Repubblica di Palermo, depositate nel 2013 e 2014, erano stati loro sequestrati beni costituiti da partecipazioni sociali, compendi aziendali, beni immobili e mobili registrati e rapporti bancari. Durante alcune indagini, nel corso di un’intercettazione, gli interlocutori menzionavano gli interessi di Salvatore Milano legati alla catena di negozi.
Dagli accertamenti, eseguiti grazie alle dichiarazioni di alcuni collaboratori (Manuel Pasta, Marcello Trapani, Andrea Bonaccorso, Antonino Nuccio e Fabio Manno), è emerso un importante scarto tra i redditi, dichiarati dal Milano, dal Giardina e dai rispettivi familiari, e gli investimenti effettuati da questi ultimi (eseguiti probabilmente con capitali illeciti). Le indagini della DIA hanno messo in luce sospetti passaggi di denaro, grossi versamenti in contanti e dubbie vincite al lotto che il Tribunale ha ritenuto simulate attraverso la cessione di titoli vincenti.
Quasi contemporaneamente all’intestazione fittizia di quote societaria nei confronti di familiari del Giardina si registrava una graduale espansione delle attività del marchio Bagagli, senza che fosse possibile risalire all’origine dei fondi. Nei conti vi erano importi incompatibili coi redditi dichiarati, nonché risorse insufficienti a far fronte agli investimenti eseguiti. Questi elementi hanno suggerito la provenienza illecita di capitali investiti.
L’intero capitale sociale e il compendio aziendale di 3 società capitali è stato confiscato, insieme a beni aziendali di un’impresa individuale, 7 appartamenti, un’autorimessa, 14 terreni, quote di immobili, 4 automobili, 2 moto, uno yacht, conti correnti, titoli, depositi bancari e disponibilità finanziarie. A Palermo sono stati confiscati i punti vendita Bagagli di via Libertà, via Messina e via XX settembre e una tabaccheria in via Messina Marine, per un valore complessivo confiscato di circa 8 milioni di euro.