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Scorporate amministrative ed europee in Sicilia. Lega e M5S: “Costi di 1 mln di euro. Decisione illogica”

Monreale, 5 febbraio 2019 – Rabbia per Lega e 5 Stelle in Sicilia, dopo la decisione dell’Ars di anticipare le elezioni amministrative al 28 aprile scorporandole dalle europee. Il voto europeo avrebbe rappresentato una bella spinta alle amministrative per Lega e 5 Stelle, ma anche il discorso dei costi delle elezioni è un nodo centrale. 

“La paura fa novanta, anche all’Ars – dichiarano Igor Gelarda e Fabio Cantarella -. La mossa del presidente Musumeci di anticipare le elezioni amministrative in Sicilia il 28 aprile, ovvero un mese prima delle europee previste per il 26 maggio, è dettata dalla preoccupazione che la Lega possa fare il pieno di consensi alle urne sia di rappresentanti a Bruxelles, ormai questo è fuor di dubbio, sia di sindaci e consiglieri comunali nei quaranta comuni dell’Isola al voto. E allora il governatore siciliano cosa fa: cerca di correre ai ripari con manovre tipiche della vecchia politica, che fra l’altro anno costi non indifferenti per il bilancio già esangue della Regione”.

Analogo il commento di Giuseppe Chiazzese, M5S, che scrive su Facebook: “È incredibile che il Presidente della Regione Musumeci decida di scorporare le elezioni europee con quelle amministrative. La motivazione è evidente ed è quella di evitare che il voto delle elezioni europee (mediamente libero) non vada ad influenzare il voto delle elezioni comunali (mediamente molto meno libero dato che si è “costretti” a votare l’amico o il parente ed il voto è facilmente intercettabile). Questo è un comportamento da stigmatizzare e che ha un costo enorme per i cittadini. La stima è di circa un milione di euro e la logica è quella di recuperare qualche punto percentuale per i partiti vicini al presidente”.

L’annullamento dell’election day ha effettivamente un peso economico non indifferente, ma come dichiarato in una nota da Bernadette Grasso, assessore regionale alle Autonomie locali, “la data del 28 aprile, individuata dal Governo per le prossime elezioni amministrative nell’Isola, è stata una scelta obbligata dalla decisione del Parlamento siciliano. Nella legge regionale, che consentirà finalmente alle ex Province di tornare al voto, dopo anni di continui commissariamenti, infatti, è stato previsto che il rinnovo dei sindaci e dei Consigli comunali fosse antecedente a questa consultazione. Visto che a fine maggio si voterà anche per il Parlamento europeo, quindi, non c’erano altre possibilità. L’ipotesi di un “election day” tra amministrative ed europee non era praticabile perché avete fatto slittare le elezioni di Città metropolitane e Liberi consorzi dei Comuni a dopo il 30 giugno, costringendoci all’ennesima norma di proroga dei commissari straordinari e quindi con ulteriori costi per gli Enti locali”.

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