Monreale, 3 gennaio 2019 – “Abbiamo risorse indiscutibili e riconosciute, pensiamo ad esempio al pruno sanacore e al vino doc di Monreale.
Eppure si sta snaturando l’identità del mercato del contadino: troviamo auto, camion e prodotti che quotidianamente troviamo dai negozianti.
Il mercato del contadino non può e non deve essere un mercato settimanale.
Deve servire come volano per i prodotti agricoli e di eccellenza che esaltano la nostra storia, le nostre risorse e le nostre tradizioni”.
A lanciare una critica sulla gestione del mercato domenicale di piazzale Florio è Massimiliano Lo Biondo, in corsa per la carica di primo cittadino con la lista #OLTRE.
“Questo mercato del contadino sembra il luogo del caos, dove si sta penalizzando il lavoro dei coltivatori, con i loro prodotti genuini, e addirittura i commercianti che pagano onestamente le tasse”.
“Il primo punto è: abbiamo un ufficio Tosap e un comando di polizia municipale? Allora si facciano i controlli e quindi si tuteli chi paga con sacrifici indiscutibili. Si stabiliscano controlli serrati e costanti.
Secondo punto: si tutelino e si valorizzino i prodotti contadini e si faccia una separazione rispetto ai prodotti che quotidianamente troviamo nei negozi”.
Lo Biondo commenta un problema spesso sollevato anche da molti negozianti di ortofrutta monrealesi, che si vedono penalizzati in modo sleale dai venditori ambulanti che si presentano puntuali al mercato, o che si camuffano per coltivatori diretti per poi vendere prodotti acquistati al mercato ortofrutticolo.

“In tal senso si pensi a individuare due aree, una per il mercato del contadino, dove si vendono solo prodotti con tutti i requisiti, e una dove i commercianti in regola possono vendere anche loro.
Esternamente a queste due aree, assolutamente non all’interno, si stabilisca l’area a parcheggio.
Una proposta quindi che si fonda sul buon senso e sulla valorizzazione reale dei prodotti tipici.
Una proposta, questa, – conclude Lo Biondo – che non ha vincoli di bilancio e dissesto economico, non mette le mani nelle tasche dei cittadini e soprattutto consentirebbe entrate per le casse comunali”.