Macchiarella (Monreale Bene Comune): “Pioppo comune? Nessuna preclusione, ma serve una riflessione più circostanziata e scevra per quanto possibile da condizionamenti emotivi

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Monreale, 26 gennaio 2019 – “All’epoca del primo referendum ero da poco residente nel Comune di Monreale e nella Frazione di Pioppo. Alcune persone, poi divenute cari amici, mi chiesero un contributo di tipo professionale alla campagna referendaria e mi prestai volentieri. 

A distanza di anni, cito sempre quella come una delle esperienze più belle in termini di partecipazione democratica. Le assemblee di frazione erano sempre partecipatissime e molto attive ed emotive”.

Francesco Macchiarella è il portavoce del Movimento Bene Comune, estrazione di centro sinistra, impegnato nella campagna elettorale per le amministrative 2019 del comune di Monreale. Abbiamo ascoltato la Sua posizione sull’intenzione del Comitato “Pioppo Comune Autonomo” di impegnarsi nuovamente per dividere Pioppo da Monreale.

“L’ambizione coltivata dal nostro Movimento per la guida del Comune – spiega il portavoce – ci impone oggi una riflessione più circostanziata e scevra per quanto possibile da condizionamenti emotivi specialmente per il sottoscritto che da tempo ormai conduce una battaglia quasi giornaliera e non solo in termini politici in difesa del territorio e dei cittadini di Pioppo e zone limitrofe.  Il Movimento Monreale Bene Comune non ha una preclusione di principio sulla istanza avanzata dai cittadini”.

D: Dove risiedono le cause di questa esigenza diffusa nella frazione di Pioppo?

R: A distanza di parecchi anni e con la consapevolezza di oggi, mi pare che l’esigenza dei cittadini di Pioppo nasca da quello che più volte in varie occasioni ho definito il senso di abbandono che si vive nella Frazione nei confronti della Amministrazione Centrale. Anche gli strumenti partecipativi e le figure di rappresentanza pur previsti nello Statuto Comunale non vengono quasi mai adoperati. Non dubito che alcuni facciano riferimento a un bagaglio storico che hanno vissuto, ma resto convinto che la genesi di questo movimentismo referendario risieda proprio in quel senso di abbandono.

D: È un tema già inserito nell’agenda politica dei vostri gruppi di lavoro? 

R: Il tema delle Frazioni è una delle tematiche di programma cui stiamo e desideriamo dedicare ogni impegno, io stesso faccio parte del gruppo di lavoro che se ne interessa e del resto come dimenticare le altre Frazioni. Ho avuto modo di recarmi a San Martino delle Scale da poco e più di una volta e ho trovato una situazione desolante. 

D: Avete avviato un tavolo di confronto con gli attivisti del Comitato Pioppo Comune Autonomo?

R: Fino a pochissimo tempo fa facevo parte anche io degli “attivisti”, almeno formalmente. Visto l’impegno che mi sono assunto in vista delle prossime elezioni amministrative, ho volutamente disertato gli ultimi incontri programmati attraverso il metodo della chat dalla quale mi sono cancellato. È certamente nostra intenzione creare al più presto una occasione di incontro. 

D: Il frazionamento di un territorio in comuni più piccoli è una scelta lungimirante, o anacronistica? Non ritiene più utile, al contrario, l’aggregazione di più territori, per ottenere economie di scala e ridurre i costi di gestione di un comune?

R: Negli anni ho imparato ad amare sempre più il territorio assai grande che fa parte del Comune di Monreale e ho personalmente maturato la convinzione – condivisa oggi con gli altri aderenti al nostro Movimento – che la ricchezza culturale e produttiva e quindi anche economica potrebbe e dovrebbe implementarsi e derivare dallo sfruttamento delle varie anime e vocazioni che il territorio con le sue diverse realtà può e deve offrire. Sono convinto che ogni pezzo di questa vasta area dovrebbe e potrebbe contribuire a uno sviluppo enorme solo se ciascuna area sia spinta a seguire la propria vocazione naturale. A Pioppo sarebbe facile attribuire un compito di traino per uno sviluppo legato alla vocazione agricola, agreste, sportiva, naturalistica e culinaria in senso lato. 

Certo in linea di principio la disaggregazione di un territorio in più comuni appare anacronistica ma soprattutto contraria agli interessi della comunità anche per i problemi di bilancio che ne conseguirebbero, osservo però che se il futuro governo della Città non saprà, in termini di tempo tempestivi e quindi brevissimi, dare concrete risposte alle istanze dei cittadini della Frazione di Pioppo, sarò il primo a (ri)unirmi al gruppo del Comitato Pioppo Comune e a offrire la mia collaborazione per la battaglia referendaria che per forza di cose si svolgerebbe comunque dopo le elezioni. 

Quindi lancio una sfida ai miei concittadini di Pioppo: Vediamoci, confrontiamoci, elaboriamo le proposte e le soluzioni percorribili da una nuova amministrazione che vi convincano e ci convincano a riporre nel cassetto quella proposta referendaria per un anno dalle elezioni. Se il Movimento Monreale Bene Comune sarà chiamato a contribuire in modo determinante alla guida della città e non avrà nei primi dodici mesi dato concreti segnali nella direzione concordata, sarò il primo firmatario della proposta referendaria.

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