Palermo, 23 gennaio 2019 – Domani la commissione Bilancio dell’Ars si riunirà nella mattinata per esaminare le variazioni di bilancio approvate dalla giunta regionale, riunita a Catania due giorni fa, con una manovra da oltre 50 milioni di euro per appostare le risorse necessarie a coprire il disavanzo di 2 miliardi, quantificato dalla Corte dei Conti, da spalmare in trent’anni.
Da quello che uscirà da questa riunione si capirà quanto è reale il timore di un nuovo mese di esercizio provvisorio alla Regione per riuscire ad approvare in Aula tutti i documenti finanziari. Le previsioni non sono rosee perché con le variazioni l’esecutivo ha dovuto recuperare 53 milioni di euro per coprire la quota di disavanzo quantificata dalla Corte dei conti in 2,1 miliardi di euro spalmabili in trent’anni. Somma attinta per il 2019 dai capitoli del bilancio relativi agli stanziamenti per le pensioni e le anticipazioni del Tfr dei regionali.
Per il 2020 è previsto anche una riduzione di circa 19 milioni del fondo di riserva e di 7 milioni di quello per i servizi di informatica e telecomunicazioni: tagli che serviranno a coprire una parte della ‘rata’, mentre il resto sarà recuperato sempre dai capitoli che riguardano i regionali.
Un apposito fondo di accantonamento è invece previsto dal 2021, coperto attraverso la finanziaria. Critiche le opposizioni con in testa Partito Democratico e Movimento Cinquestelle, ma anche Claudio Fava e i sindacati tra cui la Cisl, che ha garantito che vigilerà sulle azioni del Governo regionale perché non siano i lavoratori a pagare per tutti.
La Lega mostra invece perplessità. “La Lega sostiene il governo Musumeci – ha dichiarato Igor Gelarda – ma consideriamo inaccettabile una simile mannaia su persone così tanto bisognose d’aiuto”, riferendosi ai tagli ai contributi alle fasce deboli.