Corleone, 14 gennaio 2018 – Non si placano le polemiche intorno alla scelta di Lucia, la figlia di Totò Riina, di aprire un ristorante a Parigi richiamando nell’insegna il nome del padre e del comune di Corleone. “Corleone by Lucia Riina”, si leggeva sull’insegna del locale. Un’operazione di marketing che ha fatto saltare su tutte le furie diversi compaesani, contrari all’idea che il nome di Corleone venisse associato sempre ad uomini e fatti di mafia. Né il parziale marcia di indietro di Lucia Riina, cioè la decisione da lei assunta di togliere il suo nome e lasciare quello del comune sull’insegna del locale, sembra essere servito per gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Una scelta annunciata sabato nel corso di ItaliaSì, la trasmissione pomeridiana di Rai 1, dal sindaco del paese, Nicolò Nicolosi.

Il nome “Corleone” non sarebbe infatti di arbitrario utilizzo. A sollevare su questo aspetto una forte critica è stato Maurizio Pascucci, capogruppo di minoranza al consiglio comunale di Corleone.
“Il regolamento comunale del Comune di Corleone, approvato con delibera della Commissione Straordinaria n. 21 del 15 giugno 2017, è chiaro. All’art. 11 si prevede che lo Stemma e la parola Corleone si possono utilizzare previa autorizzazione del Sindaco. La richiesta deve essere fatta esplicitando la motivazione e le modalità di utilizzo. In questo caso dobbiamo definire come una regola del Comune di Corleone possa essere recepita dal Comune di Parigi”.
“L’uso e la riproduzione dei segni identificativi nell’Amministrazione Comunale – recita il comma 1 dell’art. 11 del regolamento richiamato da Pascucci – devono avvenire con cautela necessaria ad assicurare che non vi sia strumentalizzazione del simbolo e ambiguità oggettive”. “La riproduzione dello stemma civico al di fuori dei casi di cui sopra – si legge nel comma 2 – è autorizzata dal Sindaco su richiesta dei soggetti interessati”.
Pascucci rivela come in via formale il Sindaco di Corleone, anche con la condivisione del gruppo consiliare di appartenenza dello stesso Pascucci, abbia chiesto al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Interno e al Ministro degli Affari Esteri di adoperarsi nei confronti dell’Ambasciata Italiana a Parigi.
“Questa mattina mi sono attivato perché del caso si interessi anche il Sottosegretario agli Affari Esteri Manlio Di Stefano, di origine siciliana, eletto nelle liste del M5S. Come già fatto in condivisione con il Sindaco, voglio ricordare alla famiglia Riina che Corleone non è più “Cosa Loro””.