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Discorso fine anno, Capizzi: “È un comune in dissesto ma abbiamo stabilizzato precari e ridato credibilità a Monreale”

Monreale, 21 dicembre 2018 – “Abbiamo cercato di fare il possibile per migliorare la vivibilità della nostra città ma soprattutto per dare un assetto organizzativo che potesse dare l’idea di una città all’avanguardia, viva. Al di là di quelle che possono essere le problematiche interne Monreale ha ripreso la sua credibilità, il suo merito, il suo riconoscimento. Una città dalla grande storia che si proietta verso l’esterno”.

Parla Piero Capizzi e nel suo discorso di fine anno in Sala Rossa ne approfitta per fare un bilancio dei suoi quattro anni di amministrazione. “Monreale è rientrata in un circuito che non è solo locale ma ha rapporti con altri comuni, abbiamo riacquistato credibilità. È una città che ha tracciato una direzione chiara, univoca. Abbiamo fatto tanto e c’è tanto da fare.” 

Partendo dall’epilogo del dissesto finanziario chiude invece il suo discorso con la stabilizzazione dei precari. “In 25 anni non mi si venga a dire che non si poteva stabilizzare?”. Una domanda probabilmente retorica che il sindaco di Monreale rivolge ai suoi predecessori. “Vi posso assicurare non c’è stata mai la volontà politica. Mi sono ritrovato 84 precari di cui stabilizzati 28 negli anni precedenti, altri 9 quest’anno. Ne rimangono 56 che verranno stabilizzati”.

Capizzi ricorda come sia stato un “anno intenso e impegnativo, abbiamo dovuto fronteggiare una grave situazione debitoria particolarmente grave per il nostro comune, si è tentato di realizzare attraverso un piano di riequilibrio l’impossibile ci abbiamo tentato in tutti i modi, abbiamo superato le prime due sedute di monitoraggio, poi siamo stati richiamati per criticità e inadempimenti che hanno portato al dissesto”.

“Richiamiamo l’importante riconoscimento della cattedrale come monumento Unesco, l’evento di Dolce&Gabbana di cui a distanza di un anno ancora si parla nelle riviste estere. Possono sembrare cose scontate ma così scontate non sono. Abbiamo esteso l’area pedonale in piazza Guglielmo II, fino a ieri era un parcheggio”.

E la raccolta differenziata? “L’abbiamo avviata nel 2018, una cosa che negli altri comuni si fa ormai da anni. Oggi il dato della differenziata sfiora il 33%”.  

“Abbiamo lavorato sulla progettazione, ottenendo il primo progetto per le scuole innovative nel 2015, piazzandoci al primo posto. A gennaio ci sarà il bando di gara per la progettazione, poi si partirà con la demolizione dell’ecomostro”. 

“Abbiamo chiuso contenziosi storici che duravano da 25 anni come quello con la Giordano, Amia e Ato costati parecchio alle tasche dei cittadini. Oggi posso dire che Monreale non ha debiti per quanto riguarda i servizi essenziali più importanti che continuiamo a garantire nonostante lo stato di dissesto. Operiamo in maniera lineare. Abbiamo recuperato il progetto del quartiere Carmine di circa 3,8 milioni di euro, si attende il via libera definitivo, siamo pronti per far iniziare i lavori di ristrutturazione della caserma dei Carabinieri, un edificio che in 30 anni non ha mai avuto un intervento di manutenzione di questo tipo, 800 mila euro”.

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