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Saldo TARI, sospese le agevolazioni. È colpa del dissesto? Romanotto: “Assolutamente no si tratta di una delibera votata dalla maggioranza”

Monreale, 10 dicembre 2018 – Insieme agli auguri di Natale in questi giorni in alcune case, stanno arrivando i modelli fiscali F24 per il pagamento della TARI, si tratta del saldo rate. Anche se a dire il vero non tutti hanno ricevuto il bollettino, infatti diverse sono le segnalazioni di cittadini preoccupati per eventuali morosità da pagare. Due le scadenze previste per per il pagamento della tassa sui rifiuti, il 30 novembre il saldo della prima rata e il 30 dicembre l’ultima. 

“Sono state sospese per tutto il periodo del dissesto le agevolazioni previste dal regolamento”. Con questa comunicazione (a stabilirlo la delibera del 24 settembre 2018) in sostanza viene detto ai contribuenti di dire addio ad ogni tipo di riduzione di sconto sulla bolletta Tari, da quella relativa all’unico occupante, a quella per abitazione tenuta a disposizione, a quella relativa dalla distanza dai cassonetti, a quella per soggetti che dimostrano per più di sei mesi l’anno di vivere all’estero, o per soggetti che rientrano nell’art.43 del regolamento. Le agevolazioni a favore dei contribuenti ammontano a circa 73mila euro.

Una beffa ai cittadini virtuosi è stata definita da qualcuno. In un momento in cui molti sono impegnati affinché la raccolta differenziata decolli e l’ambiente possa essere salubre, viene tolto qualsiasi tipo di incentivo. 

Ma siamo sicuri che dietro le sospensioni ci sia lo spauracchio del dissesto finanziario? Per Giuseppe Romanotto infatti si tratta di una scusa che l’amministrazione utilizza per giustificare un atto che non avrebbero altrimenti fatto. “Invece lo hanno deciso prima della dichiarazione di dissesto. L’amministrazione continua a nascondere le vere motivazioni, non è il dissesto che ha portato a questo ma la delibera votata dalla maggioranza ad agosto 2017. Con l’attuazione della delibera sono stati recuperati circa 600 mila euro”.  

La proposta deliberativa di settembre invece, fu allora approvata con il voto favorevole dei consiglieri di maggioranza presenti, Di Verde, Gelsomino, Giurintano, Gullo, Li Causi, Naimi e Terzo. Espressero voto contrario i consiglieri d’opposizione, Di Benedetto, Giannetto, Guzzo, Quadrante, Russo, Venturella. Tre invece si erano astenuti, Vaglica, La Corte e Davì.

“Visto che molte famiglie rientrano in quelle agevolazioni – dichiarano i consiglieri leghisti La Corte e Romanotto – e soprattutto quei contribuenti che usufruiscono del servizio civico erano esenti dal pagamento, chiediamo di adottare una forma di rateizzazione per quelle famiglie che con requisiti economici particolari ne faranno richiesta presso l’ufficio competente. Ad oggi non tutti hanno ricevuto l’importo da pagare, quindi l’amministrazione si attivi con i mezzi che la legge prevede contro chi ha il servizio di distribuzione”.

Le modifiche al regolamento sulla TARI risalgono al 10 agosto 2017, quando in consiglio comunale venne portato per l’approvazione. In pratica, le riduzioni che venivano apportate a tutta la tariffa sono adesso rivolte alla sola parte variabile. Nello specifico, se prima, in caso di mancato svolgimento del servizio, il tributo era dovuto dai contribuenti nella misura del 40%, dall’agosto scorso chi non riceve il servizio riceverà un abbattimento del 60%, ma della sola parte variabile.
Per quanto riguarda le zone non servite, se prima era dovuto il 60% di tutta la tariffa nei casi di insediamenti distanti più di 1000 metri e meno di 2000 dal più vicino punto di raccolta, adesso gli stessi contribuenti si vedranno ridurre la sola parte variabile della tariffa, non tutta quindi, secondo precisi scaglioni. Dovranno il 60% della parte variabile se l’insediamento dista più di 1000 e meno di 2000 metri, il 50% se l’insediamento dista più di 2000 e meno di 3000 metri, il 40% se l’insediamento dista oltre i 3000 metri. Un ulteriore taglio alle agevolazioni riguarda gli esenti. Adesso, oltre alle condizioni già previste per ottenere l’esenzione, tra cui la presenza di anziani non autosufficienti o disabili gravi, conviventi invalidi civili al 100% con accompagnamento e con ISEE non superiore a € 6.000,00, dovranno dimostrare anche di essere nullatenenti.

 

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