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Paola Naimi: “Capizzi alle prossime elezioni non sarebbe stato il mio candidato sindaco”

Monreale, 2 dicembre 2018 – Riceviamo e pubblichiamo la mail inviata dall’ex assessore Paola Naimi, consigliere comunale.

Non ci sto! Non c’è peggior sordo chi di non vuol sentire! Le mie dimissioni non nascono dalle ultime e spiacevoli vicende di qualche sera fa. Ci tengo a sottolineare che tutti sapevano della mancanza di fondi per il servizio igienico-sanitario e assistente all’autonomia e comunicazione, che l’oculata valutazione c’è stata nei primi giorni di settembre, e già nelle prime sedute di giunta dello stesso mese feci presente che vi sarebbero state le somme per coprire 4/5 settimane per l’espletamento dello stesso, abbiamo affrontato l’argomento anche in presenza di altri assessori decidendo di far partire il servizio sin dai primi giorni di scuola e dopo si sarebbero cercati i fondi necessari per farlo proseguire; devo pensare che il sindaco non ha neppure ascoltato ciò di cui si parlava. Grazie ai minuziosi conti eseguiti negli uffici sono stati trovati residui dello scorso a.s. e così il servizio è proseguito fino a quando è stato richiesto un rimpinguamento del capitolo. A questo punto chi è a capo del settore finanziario ha chiesto nel dettaglio i costi del servizio che riteneva essere troppo esoso. Sono stata persino presso l’ufficio di ragioneria per capire come mai il capitolo non si potesse rimpinguare delle somme necessarie fino ad avere la risposta da parte di più voci: “Avendo approvato un bilancio riequilibrato non si può proporre un debito fuori bilancio e le quote di tutti i capitoli degli altri assessorati, essendo a fine anno, sono già impegnate”. Giorno 19 novembre io e il sindaco riceviamo una mail dove veniamo avvisati dal dirigente dell’aria che il servizio sarebbe stato sospeso a partire dal 6 dicembre per mancanza di fondi. Come mai il sindaco non ha proposto questa soluzione già la settimana scorsa? 

Non sono una che fugge dai problemi ma sono fuggita, senza pentimenti, dal suo modo di fare politica che mi ha stancata dopo diversi anni in cui ho creduto nel suo progetto che ha portato avanti da solo o in accordo con pochi. Non mi sono mai risparmiata negli anni di far notare le varie cose che non andavano in questa amministrazione, l’ho sempre fatto nelle riunioni di maggioranza (e non solo io), ma come è evidente senza nessun risultato. Mi chiedo come mai il sindaco, che in questi ultimi mesi si è intromesso spesso in quella che era la sfera del mio assessorato, facendo delle scelte senza avermi consultata, adesso mi accusi di non aver dato l’indirizzo politico ai dirigenti del settore. E comunque credo umilmente che se ci si sente inadeguati nel proseguire un incarico non vedo perché non si debba fare un passo indietro. Perché lui si può permettere di dire che qualora io non avessi deciso di appoggiarlo per le prossime amministrative mi avrebbe tolto le deleghe e adesso che io consegno le mie dimissioni rimane così basito. Ritengo che sarebbe stato poco corretto in ogni caso proseguire la mia esperienza assessoriale quando ero già arrivata alla considerazione che alle prossime elezioni non sarebbe stato lui il mio candidato sindaco.

Una motivazione ci sarà se in maggioranza sono rimasti solo gli amici più cari e qualcuno che ancora continua a credere al suo progetto (fino a qualche mese fa anch’io); il sindaco dovrebbe porsi qualche domanda e fare un’analisi del suo di operato, anziché cercare di rimanere a galla screditando l’impegno altrui. Da mesi ho vissuto un malessere che mi ha portata alla scelta di ieri mattina, sfido chiunque ad avere a che fare con chi non aiuta nella soluzione dei problemi per poi essere il paladino della giustizia “in zona Cesarini”. 

Facendo parte di un gruppo non ho potuto scegliere liberamente, cosa che non ho fatto ieri mattina quando ho fortemente seguito il mio istinto al fine di stare bene con me stessa ed essere coerente con il mio modo di fare. 

Con queste dichiarazioni, credetemi, sto esponendo il pensiero di tanti altri amministratori che non hanno il coraggio di farlo o che credono in una politica diversa da come la intendo io. Non so su che linea proseguirà il gruppo di cui faccio parte ma qualunque sarà, la rispetterò. (Di questo ne parleremo la prossima settimana). 

Gentile sindaco la delusione vissuta è quella di aver creduto in un progetto politico in cui, insieme ad altri colleghi consiglieri, abbiamo messo la faccia, ma ad oggi devo dare ragione a chi lo ha detto prima di me, “senza nessun cambio di logica”. 

(Da domani non intendo fare più nessuna replica)”.

1 Commento
  1. Pippo Macaluso scrive

    Parlar chiaro, fenomeno rarissimo.

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