Monreale, 24 novembre 2018 – Ad oggi, a circa sei mesi dalle amministrative 2019, nessuno, neanche tra chi mastica di politica da quando portava i calzoni corti, si spinge a fare pronostici su chi potrà essere il prossimo sindaco di Monreale.
La campagna elettorale è cominciata da tempo, per qualcuno già da anni, ma lo scenario politico appare piuttosto statico. Non tutte le forze politiche che si contenderanno il voto dei circa 32.500 elettori monrealesi hanno deciso come e dove posizionarsi, e ancora molti vecchi “volponi” della politica nostrana non hanno ancora sciolto la riserva sul cavallo sul quale puntare.
Altro dato significativo sta nell’assenza, al momento, di coalizioni elettorali forti.
Tonino Russo sta tentando di fare dialogare il Movimento Bene Comune, una costola venuta fuori dal PD, con i movimenti civici #Oltre di Massimiliano Lo Biondo e “Il Mosaico” di Roberto Gambino, ma non sembra ancora avere raggiunto il risultato sperato. Sulla capacità del Partito Democratico di riuscire a guadagnarsi un ruolo da protagonista sulla scena politica monrealese, in tanti nutrono seri dubbi. Continua il suo percorso in solitaria il Movimento Cinque Stelle, non intenzionato a replicare l’alleanza del governo nazionale né a stringere alleanze con movimenti civici, almeno fino al primo turno. Perché al ballottaggio, ha spiegato il candidato sindaco Fabio Costantini, la strategia potrebbe essere differente.
Alberto Arcidiacono, candidato di un gruppo civico, non ha stipulato alleanze.
Sul fronte del centro destra il panorama è ancora più frastagliato: Lega, Forza Italia, Monreale al Centro, Diventerà Bellissima, Salvino Caputo. Non accennano ad aprire un confronto per giungere ad un nome condiviso. Uno scenario piuttosto stagnante, statico, sonnacchioso, che, quanto più si mantiene tale tanto più va a vantaggio del sindaco uscente, Piero Capizzi, intenzionato a riproporre la sua candidatura. Con avversari tra loro divisi e per questo più deboli, grazie al sostegno del suo personale elettorato e all’appoggio del gruppo di Monreale al Centro, attualmente in maggioranza e con un assessore in giunta, ha buone possibilità di qualificarsi al ballottaggio.
Ma è dai banchi del centro destra che si attendono e potrebbero venire fuori quelle mosse capaci di dare una scossa a questa campagna elettorale asfittica.
Dinanzi a posizioni individualiste, di chiusura e in alcuni casi ad antipatie o veti personali che impediscono la nascita di una coalizione forte, potrebbero essere i big regionali ad assumere il timone della campagna elettorale e a riuscire a fare sedere intorno ad un tavolo i rappresentanti locali delle varie forze di centro destra. E potrebbe giungere dall’alto l’indicazione del nome del candidato sindaco di tutto il centro destra unito.
Marco Intravaia, consigliere comunale di Diventerà Bellissima e uomo di fiducia del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, ci dichiara che non ha ancora sciolto la riserva sulla sua candidatura. In pochi ormai scommettono sulla sua reale intenzione di correre alla carica di sindaco, ma potrebbe essere lui l’uomo capace di tenere insieme il centro destra monrealese, o almeno una buona parte di esso. E se il governatore dovesse chiederglielo, potrebbe accettare la sfida.
Uno scenario che, se dovesse concretizzarsi, potrebbe portare anche gli avversari a rivedere le proprie posizioni. E allora anche PD e movimenti civici si troverebbero dinanzi alla necessità di rivisitare le strategie e riflettere sulla necessità di fare fronte comune contro il blocco di centro destra.